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  • mercoledì 27 Aprile 2011

Mourinho contro Guardiola

Un'analisi dei due allenatori più vincenti degli ultimi anni, in vista della partita di stasera

Michael Cox è l’autore di Zonal Marking, il miglior blog in circolazione per i maniaci di calcio e tattica. Oggi firma sul sito di ITV, un canale televisivo britannico, un’analisi dello stile e della filosofia di José Mourinho e Josep Guardiola. Stasera le loro squadre – Real Madrid e Barcellona – si sfideranno nella semifinale di Champions League. Le due migliori squadre al mondo guidati dai due allenatori più vincenti degli ultimi anni.

La cosa più istintiva, scrive Cox, è descrivere la partita di stasera come uno scontro tra offensivisti e difensivisti, vista la proverbiale solidità delle squadre di Mourinho e il gioco offensivo del Barcellona di Guardiola. Altri inseriscono punti di vista umani e caratteriali: l’arroganza contro la sobrietà. Se ci mettete anche l’importanza della partita, il desiderio di rivalsa del Real dopo la sconfitta di novembre e la storica rivalità tra i due club, capirete perché quello di stasera, nel calcio, è praticamente uno scontro tra civiltà.

Guardiola è l’incarnazione del calcio del Barcellona, ma Mourinho ha passato al Barcellona alcuni anni come assistente di Bobby Robson e Louis van Gaal. Due allenatori che sono citati da Guardiola e Mourinho come quelli che li hanno più influenzati. In modo diverso, però. Robson era perfetto per il Barcellona perché condivideva quella filosofia del calcio – arrivò in Spagna e giocò in modo aperto e offensivo per trarre il meglio dai suoi attaccanti, soprattutto da Ronaldo. Van Gaal è un tipo molto diverso, più tattico, più metodico, dall’attenzione maniacale per i dettagli.

Il principale incarico di Mourinho nei suoi anni al Barcellona era l’analisi degli avversari. Mourinho parlava coi giocatori del Barcellona e descriveva loro gli avversari, consegnava dei video e delle istruzioni precise. Quel tipo di lavoro perfezionista e metodico annoiava molti giocatori. Due però lo trovavano utilissimo. Uno era Laurent Blanc, oggi commissario tecnico della nazionale francese. L’altro era proprio Pep Guardiola. Sia Mourinho che Guardiola, oggi, sono attentissimi alla posizione dei loro giocatori in campo, che è studiata e pensata in ogni momento e in ogni fase della partita. Le ragioni delle loro differenze stanno nelle loro diverse influenze.

Prendete Robson, per esempio. «Non aveva molto interesse per la tattica», ha detto uno dei suoi ex giocatori. Piuttosto, Robson voleva semplicemente che i suoi giocatori attaccassero, che giocassero un bel calcio. Questo ha ispirato Guardiola, che era uno dei suoi giocatori più importanti, ma avuto anche un impatto su Mourinho, che era l’assistente di Robson. «Lui era molto concentrato sull’attacco», ha detto Mourinho di Robson. «Se dividi il campo da gioco in tre fasce, potremmo dire che Bobby Robson era concentrato soprattutto sulla terza. Quindi il mio lavoro era soprattutto preoccuparmi delle altre due fasce». In quegli anni, mentre Guardiola si allenava con la fase offensiva, Mourinho studiava i movimenti senza palla e il posizionamento da tenere in fase difensiva.

Ne sono venuti fuori due allenatori e personaggi straordinari, due geni, dice Cox. Ognuno ha il suo preferito, stasera e domani chissà che gran discussioni.

foto: Jasper Juinen/Getty Images