Un soldato dell'esercito afghano si allontana da un elicottero americano nella base di Zerok, provincia di Paktika, Afghanistan 6 ottobre 2009. La base si trova al confine con il Pakistan e le condizioni di vita per i soldati americani e i loro alleati afghani erano particolarmente dure: pattugliavano continuamente le zone vicine e subivano frequenti attacchi dai sostenitori dei talebani. Inoltre potevano passare mesi senza fare una doccia o avere della biancheria pulita. (Chris Hondros/Getty Images)
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  • giovedì 21 Aprile 2011

Le foto di Chris Hondros

Le più belle immagini scattate in dodici anni dal fotografo ucciso ieri a Misurata col suo collega Tim Hetherington

Un soldato dell'esercito afghano si allontana da un elicottero americano nella base di Zerok, provincia di Paktika, Afghanistan 6 ottobre 2009. La base si trova al confine con il Pakistan e le condizioni di vita per i soldati americani e i loro alleati afghani erano particolarmente dure: pattugliavano continuamente le zone vicine e subivano frequenti attacchi dai sostenitori dei talebani. Inoltre potevano passare mesi senza fare una doccia o avere della biancheria pulita. (Chris Hondros/Getty Images)

È morto ieri sera in un ospedale di Misurata Chris Hondros, il fotografo americano quarantenne che era rimasto ferito nel pomeriggio da una granata che aveva ucciso il suo collega inglese Tim Hetherington e ferito altri due fotografi. Hondros aveva mandato poco prima le sue ultime foto degli scontri in Libia all’agenzia Getty, ed era un fotografo molto ammirato e premiato. La sua collaborazione con Getty era cominciata nel 1999 dal Kosovo e aveva poi riguardato luoghi ed eventi da molte parti del mondo.

Hondros era figlio di immigrati che da bambini si erano rifugiati insieme alle loro famiglie negli Stati Uniti durante la Seconda guerra mondiale. Nel 2004 ha ricevuto una nomination per il premio Pulitzer per il suo lavoro in Liberia durante la guerra civile, e nel 2007 ha vinto la medaglia d’oro Robert Capa, che viene assegnata ogni anno per il miglior reportage fotografico all’estero, per le sue fotografie dall’Iraq. Negli anni, aveva seguito i conflitti in Kosovo, Angola, Sierra Leone, Libano, Afghanistan, Kashmir, Cisgiordania, Iraq e Liberia.