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  • lunedì 11 Aprile 2011

La battaglia di Ajdabiya

Le foto degli insorti e dei bombardamenti che hanno respinto le forze di Gheddafi

Mentre domenica sera è arrivata la notizia di una disponibilità tutta da verificare di Gheddafi a trattare un cessate il fuoco attraverso la mediazione dell’Unione Africana, sono proseguiti i bombardamenti delle forze alleate sulla Libia grazie ai quali i ribelli sono riusciti ad allontanare i militari fedeli a Gheddafi dalla città di Ajdabiya in un momento critico per gli insorti. Intorno alla città gli attacchi hanno distrutto 11 carri armati (e 14 a Misurata), ha annunciato il portavoce dei ribelli Hamid Hassy. Le due città sono il punto più avanzato della resistenza degli insorti e in questi giorni sono state attaccate molto pesantemente dalle forze presidenziali.

Ajdabiya è centrale nella guerra, l’ultimo baluardo a ovest di Bengasi, capitale della rivolta: se dovesse cadere nelle mani di Gheddafi i rischi per gli insorti diventerebbero altissimi. Oltre ai colpi di mortaio sparati verso le loro postazioni, ci sono stati combattimenti e sparatorie in città e i fotografi hanno scattato immagini dei corpi di alcuni ribelli uccisi: le cifre dei morti tra sabato e domenica ad Ajdabiya variano tra gli otto e i trenta tra i ribelli: venti soldati fedeli a Gheddafi sono stati uccisi dai bombardamenti degli alleati.

Ieri il presidente del Sudafrica, insieme ad altre tre leader africani, ha incontrato Muammar Gheddafi a Tripoli, mentre un altro gruppo di delegati si sta dirigendo a est verso Bengasi per incontrare i ribelli e proporre un cessate il fuoco.

I punti chiave proposti dall’Unione Africana comprendono: un cessate il fuoco immediato, la distribuzione di aiuti umanitari, la protezione degli stranieri nel paese e l’apertura di un confronto politico tra regime e ribelli per mettere in piedi un piano di pace. Questi punti, ha spiegato Zuma, sarebbero stati accettati dalla delegazione di Gheddafi e spetterà ora ai ribelli dire la loro. Il presidente sudafricano sta già facendo ritorno nel proprio paese, mentre il suo ministro degli esteri e altri leader dell’Unione Africana incontreranno i ribelli nella giornata di oggi.

I capi dei ribelli dicono di voler analizzare con attenzione le proposte della delegazione dell’UA prima di prendere una decisione. Non sono però disposti a firmare nessun tipo di accordo che lasci Gheddafi al proprio posto. Alcuni rappresentanti dell’Unione Africana hanno confermato che in queste ore si è anche parlato delle possibili dimissioni di Gheddafi, ma senza fornire altri dettagli su tempi e modalità. «Tocca al popolo libico eleggere democraticamente i propri leader» ha spiegato alla BBC uno dei delegati dell’UA.