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  • lunedì 4 aprile 2011

Al Qaida e il traffico d’armi in Libia

La Reuters ha raccolto la preoccupata denuncia di un funzionario del governo algerino

Un funzionario del governo algerino ha detto all’agenzia di stampa Reuters che al Qaida starebbe sfruttando la situazione di disordine in Libia per acquistare armi e contrabbandarle in una sua roccaforte nel nord del Mali. Il funzionario ha detto che nei giorni scorsi un convoglio di otto pick-up ha lasciato la Libia orientale, ha attraversato il Ciad e il Niger ed è arrivato in Mali dove ha smistato le armi. Tra queste ci sono anche delle granate anticarro di fabbricazione russa, dei kalashnikov, degli esplosivi, diverse munizioni e alcuni missili.

Il funzionario ha detto che non si tratta dell’unico carico e che il traffico di armi continua ancora. Negli ultimi giorni molte caserme militari nella Libia orientale sono state saccheggiate e tra i ladri ci sono sicuramente elementi del Gruppo salafita per la Predicazione e il Combattimento, la costola nordafricana di Al Qaida. Il gruppo ha da sempre buoni rapporti con i trafficanti d’armi e potrebbe averli incaricati di trasportare le armi in Mali. I ribelli libici hanno negato qualsiasi rapporto con Al Qaida. Secondo gli Stati Uniti la presenza di Al Qaida in Libia sarebbe scarsa e non avrebbe un ruolo particolare nelle insurrezioni nel Paese.

Da vent’anni l’Algeria combatte contro le insurrezioni islamiste, che negli ultimi anni sono state organizzate soprattutto da Al Qaida. Inoltre le forze di sicurezza algerine monitorano le attività terroristiche ai confini. Secondo il funzionario algerino che ha parlato all’agenzia Reuters, Al Qaida potrebbe approfittare dell’attuale situazione di caos in Libia per estendere la sua influenza lungo la costa mediterranea.

foto: ARIS MESSINIS/AFP/Getty Images