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  • domenica 13 marzo 2011

Un altro giorno in Giappone

Alla centrale di Fukushima si rischia l'esplosione di un altro reattore, dopo quella di ieri

Proseguono i soccorsi: secondo la polizia i morti potrebbero essere 10mila

Ricapitoliamo anche questa giornata. Sul fronte dell’emergenza nucleare, la situazione è ancora molto delicata nella centrale di Fukuyama. Dopo l’esplosione di ieri nel reattore 1 dello stabilimento, anche i reattori 2 e 3 sono instabili e rischiano di esplodere. Per il momento le autorità stanno tentando di far scendere la pressione e la temperatura nelle struttura irrorandole con acqua di mare, ma si tratta di una tecnica mai testata e non si sa quanto efficace. La ragione dei problemi è la mancanza di energia elettrica e il contemporaneo guasto ai generatori di energia, che ha bloccato i sistemi di raffreddamento. È sotto controllo anche la centrale di Onagawa, attorno alla quale si sono registrati livelli di radioattività molto superiori alla norma, mentre nella centrale di Tokai la situazione sembra essere tornata sotto controllo.

Anche la situazione sul fronte dei soccorsi è ancora tutt’altro che stabile. Il Giappone sta utilizzando oltre 100.000 uomini, praticamente il 40 per cento della sua intera forza militare, ma ci sono zone che sono ancora in condizioni tragiche. Ne è prova il numero delle vittime accertate, ancora molto basso – siamo quasi a 2000 morti – nonostante le stesse stime delle autorità parlino di 10.000 morti solo nell’area di Miyagi, la più colpita dal terremoto e dallo tsunami. Chi è vivo è bagnato fradicio e non ha niente di asciutto attorno a sé, tantomeno energia elettrica e cibo. Anche nelle città la situazione è critica, i supermercati sono vuoti, in giro non si trova benzina, l’energia elettrica funziona e non funziona (sarà razionata fino ad aprile). Il vice sindaco di Tokyo ha detto che solo dalla sua città sono in partenza 44.000 razioni di crackers, 643.000 di riso liofilizzato, 57.000 di latte condensato, 384.000 coperte e 9.000 bagni portatili.

Stamattina ha parlato il premier Kan, che ha fatto il punto della situazione e ha detto che questa per il Giappone è la crisi più grave dalla fine della Seconda guerra mondiale. Sul Post, oggi, abbiamo seguito l’evolversi delle cose in Giappone con questo liveblogging, raccogliendo le foto del ritorno alla normalità nelle città devastate e alcune immagini satellitari, raccontando quali sono stati i terremoti più forti dell’ultimo secolo e spiegando meglio la storia dello spostamento dell’asse terrestre, che non è così semplice come potrebbe sembrare.

Di seguito, gli aggiornamenti minuto per minuto.

18,11 – L’Agenzia giapponese per l’energia nucleare ha detto che il sistema di raffreddamento di un reattore alla centrale di Tokai sta funzionando, per quanto due dei tre generatori di energia sono fuori servizio. Ancora nessuna novità dalla centrale di Fukushima, dove tre reattori continuano a essere irrorati di acqua di mare, e da quella di Onagawa, dove sta crescendo il livello di radiazioni.

17,37 – Sia la Toyota che Nissan hanno sospeso la produzione nelle loro fabbriche sul territorio giapponese. Alcune sono state gravemente danneggiate dal terremoto.

17,19 – La centrale di Tokai si era spenta automaticamente al momento del terremoto.

17,08 – Nella centrale nucleare di Tokai si è inceppata una pompa del sistema di raffreddamento, dice l’agenzia Kyodo ripresa dalla BBC.

16,52 – Circolano le dichiarazioni allarmanti di Masashi Goto, un ingegnere che ha lavorato alla costruzione di centrali nucleari, secondo cui i reattori alla centrale di Fukushima sono “altamente instabili” e una fusione dalle conseguenze “tremende” potrebbe essere addirittura probabile.

16,33 – In questi giorni si è detto molto che il terremoto in Giappone avrebbe “spostato l’asse terrestre di dieci centimetri”. Non è esattamente così: Amedeo Balbi lo spiega qui.

Innanzitutto, chiariamo che la valutazione dello “spostamento dell’asse terrestre” non è il risultato di una misura, ma piuttosto di calcoli basati su modelli della Terra. Non esiste nessuna prova che questo spostamento sia avvenuto. L’autore dei calcoli è Richard Gross, un geofisico della NASA che studia il modo in cui la distribuzione di massa della Terra (la “forma” del nostro pianeta) influenza la durata del giorno e la direzione dell’asse Nord-Sud di rotazione. Aveva fatto calcoli di questo tipo anche in occasione dei terremoti in Indonesia e in Cile. Ma perché mai un terremoto dovrebbe avere un effetto sulla rotazione terrestre?

16,20 – Facciamo un punto della situazione, quindi. I fronti aperti in Giappone sono due. Il primo è quello dell’emergenza nucleare. Ieri si è verificata un’esplosione in un reattore della centrale di Fukuyama: oggi le autorità hanno detto che altri due reattori sono instabili e si teme una nuova esplosione. Inoltre, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha dichiarato lo stato di emergenza anche nella centrale di Onagawa, attorno alla quale si sono registrati livelli di radioattività molto superiori alla norma.

Il secondo fronte è il soccorso ai milioni di persone colpite dal terremoto e dal conseguente tsunami. Si fa ancora molta fatica a raggiungere le popolazioni travolte dall’acqua: si tenga conto, infatti, che le vittime accertate sono in tutto 1300 ma la polizia di Miyagi ha detto che solo nell’area di sua pertinenza i morti potrebbero essere oltre dieci mila. Chi è vivo è bagnato fradicio e non ha niente di asciutto attorno a sé, tantomeno energia elettrica e cibo. Anche nelle città la situazione è critica, i supermercati sono vuoti, in giro non si trova benzina, l’energia elettrica funziona e non funziona (sarà razionata fino ad aprile). Stamattina ha parlato il premier Kan, che ha illustrato il punto della situazione e ha detto che questa per il Giappone è la crisi più grave dalla fine della Seconda guerra mondiale.

16,10 – Il vento sopra la centrale di Fukushima soffia verso ovest, spingendo il grosso della radioattività verso l’oceano. Fino a questo momento il vento aveva spinto verso sud, facendo temere per una diffusione dei vapori radioattivi verso una zona densamente abitata.

16,02 – Le vittime accertate sono 1300, adesso.

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