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  • domenica 13 marzo 2011

I tradimenti di Newt Gingrich

Gingrich ha guidato i repubblicani alla Camera dal 1995 al 1998, diventando un punto di riferimento dei conservatori

L'ex speaker della Camera ha detto che la sua cronica infedeltà coniugale è colpa della politica

Chi si ricorda con qualche precisione cosa accadde nella politica statunitense durante la presidenza Clinton, si ricorda certamente di Newt Gingrich. Politico di destra e molto conservatore, arrivò alla presidenza della Camera subito dopo una travolgente vittoria dei repubblicani alle elezioni di metà mandato e impose alla destra americana una linea parecchio oltranzista: Newt Gingrich fu il protagonista del government shutdown, quando l’impossibilità di trovare un accordo sul bilancio tra lui e Clinton portò il governo a chiudere baracca e sospendere le sue attività. La mossa si rivelò un clamoroso autogol per i repubblicani, Clinton ne guadagnò in popolarità, Gingrich nel 1998 lasciò la presidenza della Camera contestato dai suoi stessi colleghi.

Da quel momento Gingrich ha fatto il battitore libero: ha raccolto molti fondi, si è speso in questa o quella battaglia politica, ha fatto l’opinionista per Fox News, ha fatto in modo da esercitare la sua influenza nella base più conservatrice del partito repubblicano senza per questo appartenere alla sua prima linea. E poi ha sempre alluso a possibili candidature alle presidenziali, più per attrarre attenzioni e fondi che per serie intenzioni politiche. Stavolta però Gingrich sembra fare sul serio, in vista delle primarie dell’anno prossimo: il 3 marzo ha fondato un comitato esplorativo, nel giro di qualche mese prenderà una decisione definitiva.

Ci sono molti motivi per cui è molto improbabile che Newt Gingrich possa ottenere la nomination, a cominciare dal fatto che persino i tea party potrebbero preferirgli qualcuno di più giovane e meno imbolsito. Un’altra di queste ragioni ha a che fare con la vita privata di Gingrich e i suoi matrimoni, ed è venuta fuori nuovamente negli ultimi giorni. Non è necessario qui spiegare come negli Stati Uniti, più di quanto accada in Italia o in qualsiasi altro paese occidentale, la vita privata di un politico, la sua fedeltà matrimoniale, la sua famiglia, siano importanti ai fini del suo successo politico. Non sono fondamentali – Clinton restò popolarissimo anche nei momenti più complicati dello scandalo Lewinsky – ma contano molto. Gingrich però deve far digerire ai suoi elettori un guaio probabilmente peggiore di quello che coinvolse Clinton.

Newt Gingrich è stato sposato tre volte. Ha tradito la sua prima moglie, che era una sua ex insegnante al liceo, e le ha chiesto il divorzio quando questa era malata di cancro (lei ha detto addirittura che le portò in ospedale le carte da firmare poco dopo l’intervento chirurgico). Si è sposato con quella che era stata la sua amante e poi ha tradito anche lei, negli stessi giorni in cui si scagliava contro Bill Clinton per via della sua infedeltà e del suo aver mentito sotto giuramento. Quindi di nuovo: ha divorziato e ha sposato la sua amante. Pochi giorni fa, nel corso di un’intervista con David Brody del Christian Broadcasting Network, Gingrich ha spiegato così la sua infedeltà coniugale. «Non c’è dubbio che in certi momenti della mia vita, in parte a causa della passione che provo per questo paese, ho lavorato troppo: questo ha fatto sì che succedessero cose inappropriate». Colpa della politica.

foto: Steve Pope/Getty Images