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  • giovedì 10 Marzo 2011

In Wisconsin hanno vinto i repubblicani

Alla fine la destra ha trovato un escamotage per aggirare l'ostruzionismo dei democratici

I repubblicani hanno approvato l'abolizione dei contratti collettivi, i democratici si sono arresi

Quando in Italia era notte fonda e negli Stati Uniti era sera, il Senato del Wisconsin ha approvato un pacchetto di norme che abolisce la contrattazione collettiva nello stato e di fatto indebolisce moltissimo i sindacati, privandoli di tutto o quasi il loro potere contrattuale e la loro influenza. Le norme erano state molto contestate nelle ultime settimane, al punto da scatenare continue manifestazioni di piazza, portare all’occupazione stessa del Congresso dello stato e guadagnarsi l’attenzione di tutti gli Stati Uniti e di mezzo mondo, anche per via di un particolare piuttosto curioso.

La storia, in breve, è questa. Il neoeletto governatore Walker, repubblicano di ferro, dopo aver approvato una legge di bilancio che taglia significativamente le tasse sulle imprese per due anni, si trovava costretto a varare una manovra correttiva allo scopo di combattere l’espansione del già ingente debito dello stato. La sua proposta prevede l’attuazione di una serie di misure molto pesanti nei confronti degli impiegati pubblici. Il più contestato di questi è l’abolizione della contrattazione collettiva, ma c’è molto altro: i dipendenti pubblici costretti a versare quasi il 6 per cento del proprio stipendio in contributi pensionistici (finora non versavano contributi) e il 12,6 per cento del proprio stipendio per l’assicurazione sanitaria, il cui costo raddoppia.

I repubblicani hanno la maggioranza nel Senato statale, potendo contare su 19 senatori su 33, ma i regolamenti dell’aula prevedono che le leggi di bilancio debbano essere approvate alla presenza di almeno 20 senatori: per fare ostruzionismo, quindi, i democratici si sono rifiutati di presentarsi in aula e hanno fatto mancare il numero legale. Non basta: siccome la legge permette al governatore del Wisconsin di precettare i membri del Congresso con la forza pubblica se questi gli impediscono di legiferare, i senatori democratici hanno lasciato il Wisconsin e si sono rifugiati in Illinois, dandosi di fatto alla latitanza. È cominciata una specie di partita a scacchi: i repubblicani allora hanno proposto una legge che prevede di presentare un documento di identità provvisto di fotografia prima di votare, il tutto col solo scopo di stanare i democratici e farli venire allo scoperto. Poi però era venuto fuori che anche quella legge richiedeva il quorum di 20 senatori e quindi la strategia è fallita.

Dopo giorni di ulteriori manifestazioni e di ulteriori minacce, i repubblicani hanno trovato la strada giusta. Hanno diviso il pacchetto di norme in due: in un troncone hanno messo tutte le leggi che hanno a che fare con le tasse e col bilancio, quelle che necessitano il quorum; nell’altro hanno tenuto soltanto la modifica delle leggi che regolano la contrattazione collettiva. Quindi hanno votato solo il secondo, liberi dall’ostruzionismo dei democratici, e lo hanno approvato, senza discussione, alla presenza di un solo membro dell’opposizione. Le norme dovranno adesso essere votate dalla Camera dello stato, dove l’approvazione è certa, e saranno poi firmate dal governatore Walker. I democratici hanno molto protestato e poi hanno annunciato che torneranno in Wisconsin già oggi: la guerra è finita.

foto: Justin Sullivan/Getty Images