Macy Gray contro Israele

La cantante chiede ai fan se esibirsi in un paese dove c'è "l'apartheid", creando un'infinita discussione su Facebook

I toni si sono fatti sempre più accesi, fino a degenerare nell'antisemitismo e nell'insulto razziale

Ho due concerti in programma a Tel Aviv. Sto ricevendo tantissime lettere da attivisti che mi implorano di boicottare Israele scegliendo di non esibirmi come segno di protesta per l’apartheid contro i palestinesi. Ciò che il governo israeliano sta facendo ai palestinesi è disgustoso, ma voglio andarci. Ho moltissimi fan lì e non voglio deluderli, né capisco come il mio rifiuto di andare risolverebbe qualcosa. Che ne pensate? Dovrei andare o no?

È la traduzione del messaggio che Macy Gray, famosa cantante soul statunitense, ha pubblicato lunedì sulla sua pagina Facebook ufficiale. I quasi 4000 commenti si dividono tra categorici “non andare”, articolate argomentazioni da entrambi gli schieramenti, battute antisemite (“tutti gli ebrei che conosco hanno personalità molto tristi”) o razziste, posizioni più moderate (“Da araba ti consiglio di andare e di non tradire i tuoi fan. La musica trascende la politica.”) e veri e propri attacchi, anche sul piano personale, tra un utente e l’altro.

Molti commentatori, che si dichiarano israeliani, hanno espresso il loro fastidio rispetto all’appello della cantante dichiarando che può anche evitare di scomodarsi e che in Israele, in ogni caso, non è più la benvenuta. La discussione si è inasprita al punto da rendere necessaria la moderazione dei commenti, che vengono cancellati immediatamente: non è però sufficiente a contenere la confusione generata, che prosegue al di fuori della fan page, su rispettive bacheche o via messaggi privati, tra i commentatori più accaniti.

Nonostante la modalità maldestra con cui ha espresso la sua indecisione, la cantante non sarebbe la prima a rinunciare ad esibirsi in Israele per questioni politiche. Tra gli esponenti del mondo dello spettacolo che si sono schierati pubblicamente con la causa palestinese ci sono Meg Ryan, Dustin Hoffman, Carlos Santana e Ken Loach. Pochi giorni fa Vanessa Paradis, cantante francese moglie di Jonny Depp, ha annullato un concerto previsto per il 10 febbraio a Tel Aviv, accogliendo l’appello del movimento pro-palestinese BDS (Boycott, Divestment and Sanctions) a non esibirsi. BDS esiste dal 2005 e dedica molte delle sue campagne a sensibilizzare personaggi pubblici come star dello spettacolo e dello sport, ma anche istituzioni culturali o imprese commerciali, perché evitino di sostenere Israele.