Un nuovo nome per il PdL

Troviamoglielo noi, con Futuro e Libertà funzionò

Se da una parte può suonare delirante (ma anche sintomatico di un modo assai volatile e commerciale di intendere i progetti politici) l’idea di cambiare nome a un partito ogni tre anni, è anche indiscutibile che pochi nomi di partito meriterebbero di essere seppelliti rapidamente quanto “Popolo delle Libertà”, una formula priva di senso logico e linguistico che non si capisce da cosa sia nata se non dalla giustapposizione di un “po-” davanti all’antico nome del Polo delle Libertà di guzzantiana memoria.

E così, mentre circolano anticipazioni contraddittorie (prima si è parlato di un inusitatamente sobrio e congruo “Popolari“, poi si è ripassati a un più sbilenco “Italia”), al Post – dove la solidarietà con le sorti del maggiore partito di centrodestra è solitamente assai debole – abbiamo provato a fare un nuovo sforzo di imparzialità e a metterci nei panni di chi lavori alla comunicazione del PdL, ammesso che ci sia. Nella concitazione del battesimo di Futuro e Libertà ci vantiamo di avere dato una mano per scongiurare formule ben peggiori con la collaborazione dei lettori. E quindi vi chiamiamo di nuovo a un wikisforzo creativo, introducendolo con una manciata di proposte formulate dai redattori del Post (serie, che a fare gli spiritosi son bravi tutti). È un pezzo di Italia, quello di cui si parla: prendiamocelo sulle spalle e proviamo a migliorare anche quello. Quando Berlusconi non ci sarà più, il nome resterà.

Amici
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Polo della Giustizia
Partito Popolare
Italiani
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Forza Italia

Puntate precedenti: Un nome per i finiani

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