L’edicola digitale di Google

Il Wall Street Journal spiega i piani del motore di ricerca per la vendita di giornali e riviste sui tablet con Android

Google sta lavorando per realizzare un nuovo sistema per distribuire giornali e riviste sui tablet che utilizzano Android, il sistema operativo che la società del motore di ricerca sta cercando di trasferire anche sulle tavolette elettroniche dopo il successo ottenuto con gli smartphone. Secondo Russell Adams e Jessica E. Vascellaro, che sulle pagine del Wall Street Journal si sono occupati dell’argomento con un lungo articolo, alcuni responsabili di Google avrebbero già avviato i primi contatti con grandi editori come Time Warner, Condé Nast e Hearst Corporation per poter distribuire i loro contenuti attraverso una nuova edicola virtuale.

Il nuovo sistema che la società del motore di ricerca sta progettando dovrebbe seguire un modello simile a quello adottato fino a ora da Apple per l’iPad, con applicazioni che consentano ai lettori di scaricare e leggere le nuove edizioni delle riviste e dei quotidiani direttamente sui tablet con Android. Questa soluzione potrebbe consentire a Google di recuperare terreno nei confronti della società di Steve Jobs, che fino a ora ha potuto offrire molti contenuti editoriali in un regime di sostanziale monopolio a causa di una concorrenza ancora molto debole.

Anche il modello economico progettato da Google dovrebbe assomigliare a quello adottato da Apple. Per ogni edizione di un giornale o di una rivista venduta, la società del motore di ricerca dovrebbe trattenere per sé una percentuale del prezzo finale ancora da definire, ma sembra più bassa del 30% richiesto da Apple a chi vuole diffondere i propri contenuti tramite l’App Store di iTunes. Una “commissione” più bassa consentirebbe agli editori di aumentare le entrate da ogni singola vendita di un contenuto, condizione che potrebbe incentivarli a stringere contratti in esclusiva con Google a scapito della concorrenza.

Apple, nel frattempo, sta mettendo a punto alcune modifiche in iTunes per rispondere alle lamentele degli editori sul suo store online, stando ad alcune fonti interne alla società. Tra i cambiamenti, Apple dovrebbe rendere più semplice la possibilità di vendere contenuti in abbonamento su iTunes, oltre all’acquisto delle singole edizioni, con una commissione sempre al 30%.

Questa soluzione dovrebbe consentire agli editori di offrire sconti per i contratti a lungo termine, così come avviene per le versioni cartacee. E, visto che ogni nuova edizione sarebbe inviata automaticamente all’iPad di ogni abbonato, l’editore non dovrebbe più dipendere troppo dalla frequenza con cui gli utenti accedono allo store di iTunes.

Sia Apple che Google stanno, inoltre, studiando il modo per consentire agli editori di ottenere qualche informazione in più sui loro lettori. Un abbonamento tradizionale consente di ottenere informazioni precise sull’identità di chi legge quotidiani e riviste, dati utili per calibrare meglio l’offerta pubblicitaria e quella dei contenuti stessi. Per ragioni di privacy, l’App Store condivide poche informazioni in merito con chi pubblica e gestisce le applicazioni, rendendo più complicata l’analisi dei singoli insiemi di lettori.

Dopo un lungo confronto con gli editori, Apple avrebbe deciso di aggiungere una opzione che consenta ai lettori di scegliere se fornire un maggior numero di informazioni personali. Il patto avrebbe lasciato scontenti molti editori, secondo i quali i lettori sceglieranno di non condividere i dati sulla loro identità. La nuova funzionalità dovrebbe essere introdotta entro i primi mesi del 2011.

Oltre a Google e ad Apple, anche altre società impegnate sul fronte dell’editoria digitale si stanno dando da fare per migliorare i loro servizi cercando di far contenti sia i lettori che gli editori. Amazon sta cercando di espandere la propria offerta di libri, riviste e giornali in formato digitale oltre i confini di Kindle, il proprio lettore di ebook. La società ha realizzato applicazioni che consentono di leggere i contenuti acquistati e scaricati dal proprio portale anche su computer e smartphone, con un sistema di sincronizzazione che permettere di riprendere la lettura dal punto in cui la si era lasciata a prescindere dal dispositivo utilizzato.

Gli editori ripongono molta fiducia nelle nuove soluzioni per distribuire i loro contenuti in formato digitale, compensando il progressivo calo delle vendite di riviste e giornali su carta. Secondo esperti e analisti, il previsto arrivo sul mercato di nuovi smartphone e di tablet finalmente concorrenziali con l’iPad aprirà nuove opportunità per chi produce e per chi distribuisce contenuti.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.