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  • sabato 1 Gennaio 2011

L’attentato in Egitto

Esplode un'autobomba davanti a una chiesa cristiana: ci sono almeno 21 vittime

Si temono altri scontri tra cristiani e musulmani nelle prossime ore

Almeno ventuno persone sono rimaste uccise dall’esplosione di un’autobomba questa notte ad Alessandria, in Egitto, di fronte a una chiesa di cristiani copti. Subito dopo l’esplosione, molti cristiani sopravvissuti sono usciti dalla chiesa, si sono scontrati con la polizia e si sono diretti minacciosamente verso una vicina moschea, dove hanno affrontato fedeli musulmani a colpi di pietre. La polizia ha riportato l’ordine nel giro di pochi minuti ma l’episodio è significativo del livello di nervosismo a cui è arrivata la comunità cristiana in Egitto, vittima da anni di violenze e vessazioni.

Nessun gruppo per il momento ha rivendicato l’attentato. Il ministro dell’interno egiziano ha detto che tra i feriti ci sono otto musulmani e che anche la moschea adiacente risulta danneggiata. Un testimone oculare ha detto di aver visto una Skoda verde accostare davanti la chiesa: due uomini l’hanno parcheggiata, sono scappati a gran velocità e dopo pochi secondi la macchina è esplosa. Secondo il giornalista di Al Jazeera Ayman Mohyeldin, il congegno esplosivo era comandato a distanza con un timer sofisticato. “Le chiese in Egitto sono sorvegliate molto attentamente: bisognerà chiarire come ha fatto una macchina a parcheggiare così vicino alla chiesa e come è stato possibile farla esplodere a distanza”.

Sebbene nessuno si sia assunto la responsabilità dell’attentato, fino a questo momento, tutti i recenti attacchi nei confronti dei cristiani copti in Egitto sono stati rivendicati da un gruppo che si autodefinisce “Al Qaida in Iraq“. A loro ha dato la colpa il governatore di Alessandria, Adel Labib. La bomba di questa notte arriva a due mesi dall’attentato del 31 ottobre, quando alcuni militanti islamici si fecero saltare in aria dentro la cattedrale di Baghdad, uccidendo 44 fedeli cristiani, due presti e sette agenti delle forze di sicurezza. Il gruppo “Al Qaida in Iraq” aveva già minacciato di attaccare i copti egiziani se le loro chiese non avessero liberato due donne, secondo loro “detenute nei monasteri” perché convertite all’islam.

Nello scorso novembre ci furono degli scontri tra copti e le forze dell’ordine nei pressi del Cairo, in relazione al rifiuto delle autorità locali di trasformare un centro ricreativo in una chiesa. Due copti restarono uccisi negli scontri, decine feriti. Refaa al-Tahtawi, portavoce della maggiore istituzione religiosa sunnita in Egitto, è apparso in tv per denunciare l’attacco di stanotte e invitare alla calma cristiani e musulmani.

foto: MOHAMMED ABED/AFP/Getty Images