• Mondo
  • lunedì 20 Dicembre 2010

La polizia inglese contro un dodicenne

Aveva organizzato una protesta contro la chiusura del suo circolo ricreativo davanti all'ufficio del premier

In Oxfordshire, venti su ventisette "youth club" dovranno chiudere a causa dei tagli imposti dal governo

Gli è bastato aprire un gruppo su Facebook in cui annunciava una protesta contro il premier David Cameron per vedere arrivare la polizia nella sua scuola.

Nicky Wishart, 12 anni, voleva solo impedire la chiusura del suo circolo ricreativo a Eynsham, Oxfordshire, ma è stato subito sospettato di essere un soggetto pericoloso, prelevato dalla sua classe e interrogato senza che sua madre venisse avvertita. «È stato terribile», ha detto intervistato dall’Independent. «Mi hanno detto che mi avrebbero arrestato se qualcosa fosse andato storto durante la protesta. Mi hanno detto che potevo essere arrestato anche se decidevo di non andarci personalmente».

Alla manifestazione organizzata davanti alla sede del comitato elettorale di David Cameron a Witney – il collegio in cui lo stesso Cameron è stato eletto – si sono presentati più di cento ragazzini, provenienti da diverse città dei dintorni. Protestavano contro i tagli imposti dal governo alle amministrazioni locali, che porteranno quasi inevitabilmente alla chiusura di centinaia di centri ricreativi come quello di Nicky. Soltanto nell’Oxfordshire, venti su ventisette dovranno chiudere. «Non so dove andremo se lo chiuderanno», ha detto Nicky «ci metteremo a gironzolare per strada, gli altri centri sono troppo lontani».

Secondo l’Independent, la vicenda di Nicky Wishart ha il potenziale per diventare un caso molto imbarazzante per il premier britannico David Cameron. Non solo per il trattamento che è stato riservato al ragazzino, e per cui la polizia si è già scusata ufficialmente con la madre, ma anche perché la chiusura degli youth clubs va contro quello che lo stesso Cameron aveva detto nel 2007, quando era ancora all’opposizione: «Per evitare che le persone infrangano la legge, abbiamo bisogno di famiglie forti, centri per i giovani, abbiamo bisogno di cose che distraggano le persone dalle attività criminali».