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  • venerdì 5 novembre 2010

“Ma secondo voi è normale?”

Una foto su Facebook fa discutere ancora sull'inquinamento dell'Ilva di Taranto

L'Ilva è una delle più grandi acciaierie d'Europa e produce il 92 percento della diossina italiana. Le associazioni ambientaliste si battono da anni per la riduzione delle emissioni

di Elena Favilli

L’Ilva di Taranto è una delle più grandi acciaierie d’Europa. Si estende per millecinquecento ettari tra la via Appia e il mare e sforna quasi la metà dei ventisei milioni di tonnellate di acciaio prodotti ogni anno dall’Italia. A vederla dall’alto, si direbbe che è lei a contenere la città. In questi giorni sono arrivate nuove immagini del cielo sopra all’Ilva, il cielo di Taranto. Questa, per esempio, l’ha scattata tre giorni fa Ilaria Longo da una delle finestre di casa sua alle dieci e mezzo di sera. «Ma secondo voi è normale?», ha scritto nella didascalia dell’immagine postata sul suo profilo Facebook.

Sull’Ilva è in corso da anni una battaglia condotta dalle associazioni ambientaliste e da alcuni comitati cittadini, che denunciano il livello d’inquinamento causato dalla diossina e dalle polveri e considerano insufficienti le misure adottate finora. Secondo i dati del Registro Ines (Inventario Nazionale Emissioni e loro Sorgenti) raccolti da Carlo Vulpio nel suo libro inchiesta sull’Ilva di Taranto – La città delle nuvole – ognuno degli abitanti della città ogni anno respira 2,7 tonnellate di ossido di carbonio e 57,7 tonnellate di anidride carbonica. Quasi quanto quelle respirate da chi vive nella cinese Linfen e nella romena Copşa Mică, le città più inquinate del mondo per le emissioni industriali.

Lo scorso agosto avevamo mostrato il video della nube di polvere rossa che si era alzata all’improvviso dal lato sudest dell’Ilva. Non era il primo episodio, ci avevano spiegato Egidio di Todaro, presidente del quartiere Tamburi, e le associazioni ambientaliste della città: «Alcuni dei nostri palazzi sono solo a 100 metri di distanza e quando il vento solleva le polveri ce le ritroviamo subito in casa». E poi c’è la diossina. Per la precisione, il 92 percento della diossina italiana e l’8,8 percento di quella europea viene prodotta dall’Ilva di Taranto. La diossina è una sostanza cancerogena e i limiti legali di emissione sono fissati per legge. Solo che il limite europeo è di 0,4 nanogrammi per metro cubo, quello italiano di 100 nanogrammi. Ma secondo voi è normale?

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