David Hockney ora dipinge su iPad

Aperta a Parigi la mostra di uno dei maestri della pop art, che si rigenera di giorno in giorno

David Hockney è uno degli artisti britannici più noti degli ultimi cinquant’anni, esponente di spicco della pop art insieme a Andy Warhol. Pittore, illustratore, fotografo, dal 2009 Hockney — da sempre interessato a forme alternative con cui veicolare la propria arte — è tornato a far parlare di sé per aver iniziato a dipingere con l’applicazione Brushes (3 euro e 99), prima su iPhone e poi su iPad (quello che aveva raccontato Gipi qualche mese fa sul Post).

Si è aperta il 20 ottobre a Parigi la mostra Fleurs Fraîches (Fiori Freschi), che raccoglie immagini disegnate da Hockney nell’ultimo anno (per la maggior parte fiori), esposte direttamente su una quindicina di iPad. Nel corso delle settimane i dipinti verranno però sostituiti da nuove creazioni, che Hockney disegnerà e invierà quotidianamente. Perché, come lui stesso ha detto durante un’intervista a BBC, «puoi disegnare un’alba alle sei di mattina e farla circolare per le sette».

Hockney non è nuovo all’arte digitale. Ma i suoi primi esperimenti, vent’anni fa, erano processi lenti e frustranti. «Dipingere è come giocare a scacchi, la tua mente pensa già alle prossime possibili mosse», ha detto. I computer non riuscivano a stare al passo, erano continuamente in ritardo. La velocità dei computer moderni li ha invece resi uno strumento più affascinante con il quale lavorare.

Il nuovo interesse di Hockney è partito più di un anno fa, quando ha iniziato a dipingere con l’applicazione Brushes per iPhone inviando le immagini agli amici. Col tempo si è fatto prendere la mano, colpito dall’immediatezza del gesto e dalla velocità delle reazioni dei destinatari. Per disegnare usa le dita — a ogni dito corrisponde una diversa “pennellata” — e spesso la mano sinistra, nonostante sia destrorso, per dare al dipinto uno stile particolare.

I risultati fanno nascere domande sulla reale natura degli “originali” e delle “riproduzioni, e il valore — estetico ed economico — del lavoro. Per ora, i Fiori Freschi non sono ancora in vendita. La tecnologia porta una nuova dimensione alla galleria, e sia lui che il curatore Charlie Sheips credono che questo possa essere l’inizio di una rivoluzione, sia per i professionisti sia per gli artisti che per gli appassionati.

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