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  • sabato 30 Ottobre 2010

Domani il voto in Costa d’Avorio, dopo dieci anni

Il paese elegge il suo nuovo presidente tra speranze di pace e timori per una nuova guerra civile

Le forze di pace dell'ONU vigileranno sull'andamento delle votazioni cercando di evitare gli scontri tra le fazioni politiche

Domani in Costa d’Avorio si vota per un nuovo presidente, e non succedeva da più di dieci anni. Gli ivoriani hanno seguito i comizi dei candidati con molta partecipazione: le nuove elezioni sono state rimandate almeno sei volte negli ultimi cinque anni. La speranza della popolazione è che le votazioni possano portare a un nuovo periodo di stabilità politica per il paese, condizione necessaria per riportare la pace dopo anni di guerra civile e colpi di stato che hanno aggravato le precarie condizioni della Costa d’Avorio.

Alle elezioni si è presentato Laurent Gbagbo, l’attuale presidente in carica e leader del Fronte popolare ivoriano (FPI), che sfiderà Henri Konan Bedie, già presidente della Costa d’Avorio dal 1993 al 1999, anno in cui fu deposto in seguito a un colpo di stato. Il terzo sfidante è Alassane Ouattara del Burkina Faso, che non poté partecipare alla precedente consultazione elettorale in seguito alla decisione delle autorità del paese di escludere i candidati non originari della Costa d’Avorio.

Gagbo è alla guida del paese dal 26 ottobre del 2000, ma il suo mandato sarebbe formalmente scaduto il 30 ottobre del 2005. All’epoca il paese era da poco uscito dalla guerra civile ed era lontano da una effettiva pacificazione, così l’Unione Africana di concerto con il Consiglio di Sicurezza dell’ONU acconsentì a estendere di un anno il mandato di Gbagbo. Negli anni seguenti la forte instabilità politica ha indotto la comunità internazionale a temporeggiare, consentendo di fatto all’attuale presidente di controllare il paese per quasi il doppio del tempo rispetto al proprio mandato originario.

L’esito delle nuove elezioni non è per nulla scontato e la popolazione teme forti tensioni tra le diverse fazioni che sostengono i tre candidati. «Non sono mai stato preoccupato dalla campagna elettorale. Non sono preoccupato per il voto, ma per le modalità in cui i partiti e i sostenitori reagiranno all’annuncio della vittoria. Questo è ciò che mi preoccupa» ha spiegato ai giornalisti il presidente Gbagbo.

Negli ultimi due giorni, i mercati locali dei principali villaggi del paese hanno registrato vendite record. Nel timore dei violenti scontri, che potrebbero paralizzare il paese, la popolazione ha fatto scorte di cibo e si prepara a trascorrere i giorni successivi all’elezione in casa, al riparo dalle possibili violenze.

Le Nazioni Unite hanno inviato altri 500 caschi blu in Costa d’Avorio. Il contingente complessivo delle forze di pace è ora pari a 8mila unità, che avranno il compito di vigilare sull’andamento delle elezioni.