Milano, Valerio Onida si spiega

Il Post ha parlato con il giurista candidato alle primarie del centrosinistra per il sindaco

Il 14 novembre si svolgeranno a Milano le primarie del centrosinistra per scegliere il candidato alle elezioni per il sindaco previste per la primavera 2011. I candidati alle primarie sono quattro: Giuliano Pisapia, Stefano Boeri, Valerio Onida e Marco Sacerdoti.

Dopo la conversazione con Boeri (qui qualche estratto, qui il video integrale) Luca Sofri ha incontrato Valerio Onida, giurista di 74 anni, che ha parlato della sua candidatura, di Milano e di altro. Il video integrale della conversazione è qui. Questa è una selezione delle cose dette da Onida.

Perché io
«La mia candidatura — non tanto per meriti miei, ma per il mio profilo e la mia storia — si presenta come la più idonea a parlare alla città, a tutte le forze potenzialmente collocate in quest’alternativa, a prescindere da appartenze politiche e preferenze di partito.»

Giuliano Pisapia
«Molti ritengono che la candidatura di Giuliano Pisapia, pur essendo una persona di tutto rispetto, sia connotata molto da un’appartenenza alla sinistra del PD, cioè in parte la sinistra storica, e che questo impedisca o renda più difficile trasformare questa sinistra in una maggioranza.»

Stefano Boeri
«Molti sono convinti che, al contrario, la candidatura di Stefano Boeri susciti diffidenze o scarse simpatie proprio nell’ambito della sinistra di quella parte di città che tradizionalmente si riconosce a sinistra, la sinistra storica.»

La sanità a Milano
«La gente è convinta che se non sei della parte politica vincente sarai tagliato fuori, basta guardare quello che succede nella sanità in Lombardia da quando c’è il governo Formigoni. In molti dicono “se nella sanità non sei in Comunione e Liberazione non vai da nessuna parte”, e questo è largamente vero.»

«La sanità efficiente di Milano è largamente un mito. Ci sono a Milano delle strutture tecnicamente eccezionali, ma la “normalità” della sanità — la cura del normale paziente — non è così soddisfacente.»

«Ho l’impressione che le struttura pubbliche, un tempo la vera eccellenza di Milano, non siano state sempre ben utilizzate. Io credo invece che una gestione della sanità diversa dovrebbe puntare prima di tutto sulle strutture pubbliche. E questo non vuol dire che non ci devono essere strutture a gestione privata.»

La bellezza
«Dal punto di vista della bellezza Milano non può competere con Venezia, Firenze e Roma.»

L’accoglienza
«Negli anni delle grandi migrazioni interne Milano vantava di essere la città che accoglieva meglio. […] Oggi ho l’impressione che stia perdendo questo aspetto. Lo sguardo con cui la città guarda gli stranieri è cambiato.[…] Un esempio: i vigili di Milano erano famosi per la loro gentilezza, e queste cose si sono un po’ perdute.»

La cultura industriale e la terziarizzazione
«La cultura industriale di Milano era la cultura industriale più avanzata, i Falck e i Pirelli erano personaggi della cultura, non solo dell’economia. […] La terziarizzazione ha portato anche a perdere certe qualità e caratteristiche, e non è ben chiaro cosa sia: un po’ la moda, il design, la creatività. Non ho niente contro la moda o il design, ma non so se siano in grado di dare un’identità forte a Milano, comparabile a quella della Milano del passato.»

I giovani
«Milano ha perso la popolazione giovane, è invecchiata, e questo è un grosso campanello d’allarme. […] I giovani non riescono a installarsi a Milano prima di tutto per il problema casa. Gli affitti sono cari, e non parliamo dei prezzi d’acquisto.»

Le abitazioni
«Milano è una città di abitanti senza casa e di case senza abitanti.»
«L’idea di costruire nuovi grattaciali non la vedo come una cosa molto importante, anzi.»

Il caso Moratti, Formigoni e Ligresti
«Se io mi servo dell’aereo privato di uno dei più grandi proprietari immobiliari di Milano il messaggio che do non è molto bello. Io dovrei tenermi a distanza, sottolineare la distanza da quel mondo. Il problema non è l’illegalità, ma il costume.»

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