• Cultura
  • mercoledì 27 Ottobre 2010

Spiegare Silvio Berlusconi ai posteri

Il nuovo libro di Beppe Severgnini prova ad affrontare il fenomeno laicamente

Beppe Severgnini ha scritto un nuovo libro: «La pancia degli italiani. Berlusconi spiegato ai posteri». È un libro che ha molte ambizioni, oltre a quella enunciata nel titolo: a cominciare dal tentativo di rimuovere l’analisi di questo periodo storico dallo sguardo ormai alienato dei contemporanei. Un altro esperimento è quello di associare al libro un repertorio multimediale declinato in applicazione per iPad. Intanto, il Corriere della Sera di oggi dedica una pagina all’introduzione del libro, quello di carta.

Spiegare Silvio Berlusconi agli italiani è una perdita di tempo. Ciascuno di noi ha un’idea, raffinata in anni di indulgenza o idiosincrasia, e non la cambierà. Ogni italiano si ritiene depositario dell’interpretazione autentica: discuterla è inutile. Utile è invece provare a spiegare il personaggio ai posteri e, perché no?, agli stranieri. I primi non ci sono ancora, ma si chiederanno cos’è successo in Italia. I secondi non capiscono, e vorrebbero. Qualcosa del genere, infatti, potrebbe accadere anche a loro. Com’è possibile che Berlusconi – d’ora in poi, per brevità, B. – sia stato votato (1994), rivotato (2001), votato ancora (2008) e rischi di vincere anche le prossime elezioni? Qual è il segreto della sua longevità politica? Perché la maggioranza degli italiani lo ha appoggiato e/o sopportato per tanti anni? Non ne vede gli appetiti, i limiti e i metodi? Risposta: li vede eccome. Se B. ha dominato la vita pubblica italiana per quasi vent’anni, c’è un motivo. Anzi, ce ne sono dieci.

1) Fattore umano
Cosa pensa la maggioranza degli italiani? «Ci somiglia, è uno di noi». E chi non lo pensa, lo teme. B. vuole bene ai figli, parla della mamma, capisce di calcio, sa fare i soldi, ama le case nuove, detesta le regole, racconta le barzellette, dice le parolacce, adora le donne, le feste e la buona compagnia. È un uomo dalla memoria lunga capace di amnesie tattiche. È arrivato lontano alternando autostrade e scorciatoie. È un anticonformista consapevole dell’importanza del conformismo. Loda la Chiesa al mattino, i valori della famiglia al pomeriggio e la sera si porta a casa le ragazze. L’uomo è spettacolare, e riesce a farsi perdonare molto. Tanti italiani non si curano dei conflitti d’interesse (chi non ne ha?), dei guai giudiziari (meglio gli imputati dei magistrati), delle battute inopportune (è così spontaneo!). Promesse mancate, mezze verità, confusione tra ruolo pubblico e faccende private? C’è chi s’arrabbia e chi fa finta di niente. I secondi, apparentemente, sono più dei primi.

(continua a leggere sul sito del Corriere della Sera)