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  • sabato 9 ottobre 2010

Gli articoli del “dossier Marcegaglia”

Gli undici articoli che compongono le quattro pagine del Giornale sulla presidente di Confindustria

Il dossier, scrive il Giornale, “lo hanno costruito l’Espresso, il Fatto Quotidiano, La Repubblica e l’Unità: noi lo ripubblichiamo integralmente. Così si scopre una volta per tutte chi sparge fango e chi invece se lo prende in faccia”. Gli articoli sono undici e sono tutti pubblicati negli ultimi due anni.

Nel mirino dei pm e del Fisco 17 conti “segreti” di Marcegaglia
la Repubblica, 11 novembre 2008
Diciassette conti congelati, da «porre in collegamento con le dichiarazioni rese da Marcegaglia Antonio». È il Ministero pubblico della Confederazione elvetica, con una missiva spedita la scorsa settimana all’ufficio del procuratore aggiunto di Milano, Francesco Greco, a rialzare il sipario sui conti esteri della famiglia Marcegaglia. Una parte dei quali – quattro per la precisione – erano già stati scandagliati durante l’inchiesta Enipower, una storia di tangenti pagate per accaparrarsi commesse milionarie e che ha visto tra i numerosi protagonisti anche il rampollo della famiglia industriale mantovana. A marzo 2008 il figlio del fondatore del colosso dell’acciaio ha patteggiato una pena (sospesa) di 11 mesi per corruzione. E ha pagato oltre 6 milioni di euro. (continua a leggere)

Emma concilia
l’Espresso, 8 ottobre 2010
Chi l’avrebbe detto. Implacabile fustigatrice della piaga dell’evasione fiscale, quantificata in 125 miliardi di euro dal Centro studi di Confindustria, stavolta è proprio lei, Emma Marcegaglia, la Presidente, a inciampare nei controlli dell’Agenzia delle entrate. La società Pugnochiuso, controllata dalla Marcegaglia Tourism, gruppo attivo nella gestione alberghiera e di villaggi turistici, ha firmato un accordo conciliativo, 400 mila euro la cifra indicata nel fondo rischi, per chiudere un vecchio contenzioso con il Comune di Vieste, in Puglia, che contestava irregolarità per Ici e Tarsu non pagate. (continua a leggere)

Comunicato del Comitato di redazione
Sole24Ore, 19 aprile 2010
Signora Amministratore delegato, signor Presidente, consiglieri e sindaci, signori azionisti, parlo come rappresentante dei giornalisti del “Sole 24 Ore” nella nostra qualità di azionisti. Se il nostro quotidiano viene acquistato e letto ogni giorno da centinaia di migliaia di lettori, lo si deve innanzitutto al capitale di professionalità e alla dedizione dei suoi giornalisti. Non alle promozioni editoriali, non ai prodotti opzionali: lo si deve all’impegno e alla responsabilità con cui ogni giorno cerchiamo, verifichiamo, pubblichiamo notizie di qualità. Un lavoro e una qualità su cui si fondano i risultati dell’azienda. Se siamo qui, per la terza volta dalla quotazione del 2007, a rappresentare tutti i giornalisti del “Sole 24 Ore” in quanto dipendenti/azionisti è perché al nostro lavoro e alla nostra azienda noi teniamo. Noi crediamo in questa società e vogliamo portare anche in questa sede il nostro contributo di analisi per aumentare l’efficienza dell’azienda e garantirle il rapido ritorno all’utile. (continua a leggere)

Marcegaglia fa l’utile a spese dei fornitori
il Fatto Quotidiano, 18 settembre 2010
Prima le banche e poi i fornitori. Si usa così in casa Marcegaglia, dove per ora non si tagliano i dipendenti e dove la riottosa Fiom è considerata un inter locutore qualificato. Ma andiamo con ordine. Al 31 dicembre 2009 i debiti con i fornitori del gruppo siderurgico della famiglia del presidente di Con findustria rappresentavano il 35 per cento dei 2,14 miliardi di euro fattura ti lo scorso anno. Una percentuale consistente, soprattutto se messa a confronto con il 2008, quando la som ma ammontava al 18 per cento circa di un fat- turato di 3,76 miliardi. Nel dettaglio, a fine 2009 la Marcega glia Spa aveva in totale debiti con i for nitori per 762,889 milioni, dei quali 497,9 contratti in Italia, 108,9 in Ue, 100,83 nei Paesi extra europei e il re sto sparso tra America, Africa-Medio Oriente e Asia. Certo, siamo sempre in tempo di crisi ed è frequente che le aziende paghino le imprese fornitrici in tempi biblici che vanno oltre gli or mai canonici 90 giorni. Cosa che inve ce, anche solo per una questione di in teressi, non è raccomandabile con le banche, che il debito lo fanno pagare salato. Così il passivo totale del grup po di Emma Marcegaglia scende, an che se aumenta il monte delle fatture non pagate all’indotto – nonostante le ripetute rampogne fatte col cappello di numero uno degli industriali nei confronti dei pagamenti in ritardo del la Pubblica amministrazione. (continua a leggere)

Marcegaglia fa rima con Alitalia
l’Unità, 19 aprile 2009
Il tono era stato perentorio, parole inequivocabili che non potevano lasciare spazio al dubbio. Nel gennaio scorso Emma Marcegaglia aveva terminato un’importante intervista al Sole-24 Ore, finalizzata a dare alla Cgil l’ultimissimo ultimatum, dichiarando che la sua avventura nella nuova Alitalia era conclusa. Alle domande del direttore Ferruccio de Bortoli, nel frattempo tornato a dirigere quell’«Istituzione di garanzia» che sarebbe il Corriere della Sera, la leader degli industriali aveva risposto chiaramente e senza fronzoli: «Ho più volte ribadito i motivi della mia adesione alla cordata. Adesso l’operazione si è conclusa. Il mio compito, quindi, si è esaurito. Perciò, esco da Cai». Proprio così c’era scritto sul giornale della Confindustria: «Esco da Cai», cioè dalla cordata di «patrioti», definizione di Silvio Berlusconi, che aveva salvato l’Alitalia. Niente smentite o rettifiche nei giorni successivi, e ci mancherebbe pure questa. Sono passati tre mesi da quell’intervista, ma la signora Marcegaglia non pare aver lasciato il capitale della nuova Alitalia. (continua a leggere)

Antonio Marcegaglia patteggia per una tangente a Enipower
Corriere della sera, 29 marzo 2008
La tangente di 1 milione 158mila euro nel 2003 al manager Enipower Lorenzo Marzocchi, per un appalto di caldaie da 127 milioni, costa alla Marcegaglia spa 500mila euro di pena pecuniaria patteggiata davanti al giudice Paola Belsito (per l’ illecito amministrativo della legge 231) e 250mila di confisca; alla controllata «N.e./C.c.t. spa» 500mila di pena, e 5 milioni 250mila di confisca; e 11 mesi patteggiati (ma sospesi) per corruzione al vicepresidente Antonio Marcegaglia, fratello della presidente designata di Confindustria, Emma. (continua a leggere)

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