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  • lunedì 4 Ottobre 2010

Dobbiamo proprio avere paura?

Secondo l'Independent l'allarme è probabilmente "spropositato" e "inutile", e danneggia l'Europa

Che l’allarme degli Stati Uniti sul rischio di attentati in Europa sia vago e generico lo si è detto subito, sia in Europa che negli Stati Uniti. Allo stesso modo, ci sono pochi dubbi sul fatto che la minaccia esista, e oggi la CNN ha riassunto tutte le cose che sappiamo della minaccia: resta da vedere effettivamente quanto sia concreta e imminente. Si è discusso molto di cosa dovrebbero fare le autorità internazionali, in casi come questi: se tenere per sé le informazioni o diffonderle, anche a rischio di scatenare inutilmente il panico. L’editoriale pubblicato oggi dall’Independent – tradotto in italiano da Presseurop – pende per la seconda opzione.

I rapporti della scorsa settimana sul rischio di attacchi terroristici in Europa sul modello di quello del 2008 a Mumbai hanno messo in moto le autorità statunitensi. Il dipartimento di stato ha emanato un avviso per i cittadini statunitensi in procinto di viaggiare in Europa, raccomandando la massima prudenza. Il ministero degli esteri britannico gli ha fatto seguito poco dopo, segnalando l'”elevato rischio” di un attacco sul continente.

I rapporti d’intelligence che hanno innescato lo stato d’allerta devono senza dubbio essere presi sul serio. È inevitabile che le capitali europee siano potenzialmente vulnerabili ad attacchi simili a quello che due anni fa ha colpito la capitale commerciale dell’India. Il numero delle vittime degli attacchi di Mumbai – 173 vittime in tutto – fece impressione, soprattutto considerando il numero relativamente basso di terroristi coinvolti.

Tuttavia l’allarme statunitense, comunque meno serio di un invito ufficiale a non intraprendere viaggi, sembra una reazione spropositata e inutile, oltre che un calcio nei denti all’industria europea del turismo. Se i servizi segreti avessero indicato i cittadini statunitensi come obiettivo specifico, l’allerta avrebbe potuto essere giustificata. Ma nei rapporti d’intelligence della scorsa settimana non c’era alcun elemento a sostegno di una tesi del genere. In più, il fatto che nessun arresto abbia seguito la pubblicazione del rapporto suggerisce che si trattasse comunque di trame nebulose e ancora in stato embrionale.

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