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  • lunedì 4 Ottobre 2010

State attenti, diciamo

La vaghezza dell'allarme terrorismo sull'Europa è tipica delle situazioni in cui si hanno minacce credibili ma non specifiche

Le autorità non vogliono nascondere informazioni utili, ma non vogliono nemmeno scatenare il panico inutilmente

Ieri il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha pubblicato un Travel Alert sull’Europa: un’avvertenza ai cittadini americani che hanno intenzione di viaggiare in Europa. Il concetto del comunicato è semplice – il rischio di attentati in Europa si fa sempre più alto, viaggiate con cautela – ma a poche ore dalla diffusione dell’avvertimento negli Stati Uniti si discute della vaghezza dei suoi termini e quindi, in fin dei conti, della sua utilità.

La settimana scorsa i giornali di tutto il mondo avevano parlato del complotto terrorista allo studio in Pakistan ai danni dell’Europa, e di come l’aumento dei bombardamenti dei droni nel Waziristan del nord fosse collegato alla minaccia. Il Travel Alert non fornisce alcuna informazione supplementare. La minaccia è diretta genericamente verso l’Europa. Gli obiettivi possono essere “metropolitane, ferrovie, aerei, navi e qualsiasi infrastruttura turistica”. Ai turisti americani in Europa è consigliato di “fare attenzione a ciò che li circonda” e “adottare le misure di sicurezza appropriate e necessarie alla propria protezione”. Un testo che può voler dire tutto e niente e, scrive il New York Times, incarna le contraddizioni tipiche di questo genere di allarmi: davanti a una minaccia terroristica considerata credibile ma generica, le autorità devono diffondere informazioni così vaghe – a rischio di scatenare il panico – o aspettare di entrare in possesso di informazioni più specifiche?

Il quotidiano statunitense racconta che il Dipartimento di Stato ha diffuso l’allarme dopo giorni di colloqui all’interno dell’amministrazione Obama: da una parte le autorità non vogliono essere accusate di nascondere informazioni di pubblica rilevanza, dall’altro non vogliono terrorizzare la popolazione se non pensano sia davvero necessario. In questo caso, il principale esito della loro azione è stata la frustrazione arrecata a viaggiatori, turisti ed esperti di antiterrorismo.

“I miei genitori mi hanno detto della minaccia su Skype ma io gli ho chiesto: ‘Perché me lo state dicendo?'”, dice Sara Popovich, ventenne americana che studia a Londra. “Io non sono una turista, sono già qui. E non posso fare a meno di prendere la metropolitana”. Bruce Hoffman, esperto di terrorismo dell’università Georgetown University, sostiene che l’allarme non conteneva informazioni utili. “Di solito dicono almeno quali sarebbero i paesi presi di mira: qui invece si parla di un intero continente. In sostanza dice che il mondo è un posto pericoloso, ma lo sapevamo già”.

Il presidente Obama ha incontrato il suo staff sulla sicurezza nazionale venerdì sera e sabato mattina: un portavoce della Casa Bianca ha affermato che il Dipartimento di Stato ha diffuso l’allarme proprio in ossequio alla volontà del presidente di “distruggere questa minaccia” e “fare tutto il possibile per proteggere gli americani”. La finalità sarebbe semplicemente consigliare l’utilizzo di qualche cautela e precauzione di buon senso, fare attenzione ai bagagli incustoditi.

Un agente antiterrorismo ha parlato al New York Times dietro garanzia dell’anonimato, e ha detto che la vaghezza dell’allarme riflette l’incertezza degli analisti riguardo l’imminenza e l’obiettivo di questi attentati. “La minaccia verso l’Europa è credibile e preoccupante, ma il quadro completo del complotto non è ancora emerso”.