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  • giovedì 23 settembre 2010

Il successo dei Verdi in Germania

Secondo gli ultimi sondaggi i Verdi sarebbero al 24 per cento delle preferenze

Non sono più solo un piccolo partito di protesta, e le loro istanze sono sempre più apprezzate

La Germania sta assistendo a un insolito andamento nelle preferenze elettorali rilevate dagli ultimi sondaggi. Tutti i maggiori partiti sono in calo, mentre i Verdi stanno registrando un’impennata senza precedenti nella loro storia: se si andasse a votare adesso, scrive lo Spiegel, si attesterebbero intorno al 24 per cento delle preferenze.

Secondo gli ultimi sondaggi, il partito della Merkel – la CDU – è sceso sotto il 30 per cento e anche il Partito Liberaldemocratico (FDP) è crollato al 5 per cento dopo avere ottenuto il record del 14,6 per cento alle elezioni parlamentari dell’anno scorso. Anche il Partito Social Democratico (SPD) è in calo, e ha perso quattro punti percentuali nelle ultime settimane. Solo i Verdi hanno beneficiato di questi cambiamenti. Secondo le ultime rilevazioni di questa settimana, i Verdi hanno raggiunto la SPD al 24 per cento delle preferenze. Un piccolo miracolo per un paese che per decenni è stato dominato dalla SPD a sinistra e dalla CDU a destra. Se si votasse questa domenica, Verdi e SPD riuscirebbero a ottenere la maggioranza assoluta dei seggi parlamentari, rovesciando il governo di Angela Merkel.

I motivi di questo successo, secondo lo Spiegel, vanno ricercati nell’evoluzione a cui il partito dei Verdi è andato incontro negli ultimi anni. Non sono più semplicemente un piccolo partito di protesta: sono diventati più moderati e si sono spostati più verso il centro dello spettro politico, guadagnando consensi e popolarità. Poi c’è la questione del nucleare, che sicuramente ha contribuito a dare smalto ai Verdi a scapito del partito della Merkel. Il governo ha infatti recentemente deciso di estendere il funzionamento dei reattori nucleari presenti nel paese e i Verdi ne hanno sicuramente beneficiato con una campagna di ferma opposizione e promozione delle energie rinnovabili che ha trovato largo consenso tra i cittadini.

Il quotidiano finanziario tedesco Handelsblatt collega l’ascesa dei Verdi al crescente interesse della popolazione nei confronti dei temi ambientali e suggerisce che l’economia della Germania del futuro punti su una rivoluzione industriale verde.

I sondaggi non sono risultati elettorali. Ed è possibile che la SPD recupererà di nuovo i suoi voti, così come non si puà dare per morto il Partito Liberale Democratico. Ma il successo dei Verdi non può essere spiegato solo come un effetto della desolata competizione elettorale presente al momento. Nel 1983, quando i Verdi conquistarono  il loro primo seggio in parlamento, erano considerati degli outsider. Ora invece sono al centro della società perché i loro temi sono diventati mainstream. I Verdi rappresentano la classe media che vive nelle città: liberale, consapevole dal punto di vista ambientale, cosmopolita, tollerante e interessata ai temi della giustizia sociale. Quali dovrebbero essere le basi della futura economia della Germania se non queste?

Il Tageszeitung – da sempre schierato a sinistra – è più cauto.

I Verdi stanno approfittando di questo momento di crisi generale di tutti gli altri partiti e stanno assorbendo come una spugna le preferenze degli elettori delusi sia dalla destra che dalla sinistra. Fino a poco tempo fa era il Partito Liberale Democratico a svolgere questo ruolo, ora ci sono i Verdi, domani arriverà qualcun altro. Per questo è un errore dire che i Verdi sono un partito popolare. Non sono nient’altro che un piccolo partito di nicchia, quello che riusciranno a fare è ancora tutto da dimostrare.

Il conservatore Die Welt, invece, ci va ancora più pesante.

In questo momento i Verdi stanno senza dubbio godendo di un momento di grande prosperità, ma quali nuove proposte hanno portato? Esiste un singolo progetto a Brema, Amburgo, nel Nord Reno-Westfalia o nel Saarland – tutti stati in cui i Verdi sono al governo – che ha prodotto entusiasmo a livello nazionale? Il partito non ha nessun nuovo e giovane leader politico da proporre.

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