Wikileaks ci riprova, stavolta sull’Iraq

Newsweek rivela che alcuni giornali stanno lavorando a una nuova serie di inchieste basate su documenti riservati americani

Si trattaerebbe di una quantità di materiale superiore a quella diffusa sull'Afghanistan prima dell'estate

Iain Overton, direttore di un’organizzazione giornalistica non profit londinese (The Bureau of Investigative Journalism) ha detto a Mark Hosenball di Newsweek che il BIJ starebbe lavorando assieme ad alcune altre testate cartacee e televisive alla produzione di una serie di inchieste e articoli basati su un nuovo lotto di documenti segreti forniti da Wikileaks, questa volta riguardanti le operazioni militari americane in Iraq.

Come è già avvenuto con i documenti riservati relativi alla guerra in Afghanistan, le diverse testate appartenenti a differenti paesi pubblicheranno le loro inchieste simultaneamente lo stesso giorno. Overton si è limitato ad aggiungere che la mole di documenti analizzati è impressionante e supera in numero quelli afghani, e che il lavoro che si sta compiendo “tiene conto delle lezioni passate”, in relazione alle polemiche sulle conseguenze delle precedenti pubblicazioni per i collaboratori afghani citati nei documenti.

Che esistano documenti riservati riguardanti le operazioni militari americane in Iraq in possesso di Wikileaks lo si dice da settimane, e sono circolate voci sulla documentazione di un “bagno di sangue” e di materiale che segnala violenze gravi nei confronti dei prigionieri, che però vedrebbe responsabili le forze irachene.

Dopo la pubblicazione – da parte del New York Times, del londinese Guardian e del tedesco Spiegel – delle inchieste basate sui documenti afghani, e la pubblicazione online di questi ultimi, il Pentagono aveva “implorato” Wikileaks e il suo portavoce e leader Julian Assange di recedere da ulteriori progetti di diffusione di materiali riservati, per proteggere la sicurezza delle operazioni americane e delle persone coinvolte, soprattutto i civili afghani che avevano collaborato con gli Stati Uniti e i cui nomi erano citati nei documenti.

Assange nelle ultime settimane è sparito dietro le quinte dell’organizzazione, anche a ragione dell’inchiesta svedese per abusi sessuali che lo riguarda, e si è parlato in questi giorni di una discussione all’interno di Wikileaks sull’opportunità di rimuoverlo dai ruoli di maggiore visibilità.