Google non è neutrale

Il motore di ricerca e un operatore statunitense propongono di non applicare la net neutrality alle connessioni dati su cellulare

La proposta sarà valutata dal Congresso al lavoro per una legge che garantisca che tutti i contenuti online siano accessibili dagli utenti senza particolari restrizioni o privilegi

Google e Verizon, uno dei principali operatori telefonici statunitensi, vogliono rendere più veloce la diffusione online di alcuni contenuti come i video di YouTube o la posta di Gmail sulle reti mobili a scapito di altri contenuti per avvantaggiarsi sulla concorrenza, superando così i principi della net neutrality. La net neutrality, o neutralità della rete, prevede che tutti i contenuti presenti su Internet siano accessibili dagli utenti senza particolari restrizioni o privilegi da parte di chi gestisce le reti e le connessioni. Secondo le due società, tale principio deve essere applicato per la trasmissione dei dati via cavo, ma non per la telefonia mobile dove le infrastrutture sono spesso carenti e si rende necessaria la trasmissione dei dati per priorità a seconda dei contenuti.

La proposta di Google e Verizon arriva dopo un anno di acceso confronto tra le principali società del settore e la Federal Communications Commission (FCC), che ha il compito di regolamentare il sistema delle comunicazioni negli Stati Uniti. La FCC cerca da tempo di imporre nuove norme per rinforzare il concetto di net neutrality e impedire che gli operatori privilegino la diffusione di alcuni contenuti online rispetto ad altri, cosa che di fatto porterebbe a un Web a due velocità. Lo scorso aprile una Corte federale ha però stabilito che la Commissione non ha l’autorità sufficiente per impedire a un operatore di bloccare o rallentare l’accesso ad alcuni contenuti per favorirne altri.

Preso atto della sentenza, la FCC sta ora cercando di far passare al Congresso degli Stati Uniti una nuova serie di norme per avere maggiore autorità, ma politici e aziende hanno opposto numerose critiche a riguardo. La proposta di Google e Verizon presentata ieri cerca di superare questa fase di stallo, offrendo una soluzione “ibrida” che da un lato tutela la neutralità sulle reti fisse, mentre dall’altro introduce alcune eccezioni per la trasmissione dati su rete cellulare.

Fino a ora, Google si era sempre dichiarata favorevole a una completa tutela della net neutrality a prescindere dal sistema utilizzato per collegarsi a Internet. Meno di una settimana fa aveva smentito un’anticipazione del New York Times sui propri piani per la neutralità della rete con Verizon, riaffermando l’impegno per una «Rete aperta» senza distinzioni tra connessioni fisse e mobili. In realtà, mentre Google smentiva era già da mesi al lavoro con Verizon per elaborare la proposta sulla neutralità della rete.

Secondo diversi osservatori, Google avrebbe cambiato idea negli ultimi tempi dopo aver valutato la progressiva espansione delle proprie attività nella telefonia mobile, ambito che stando alla proposta ritiene debba essere trattato diversamente dalle connessioni via cavo. Oltre a offrire un’ampia serie di servizi per i telefoni cellulari, Google sviluppa e distribuisce per gli smartphone il sistema operativo Android, che richiede una buona disponibilità di banda per scaricare le applicazioni, visualizzare le mappe o i video di YouTube. Se il motore di ricerca potesse godere di un canale preferenziale offerto dall’operatore, potrebbe offrire i propri servizi con maggiore rapidità agli utenti traendone numerosi vantaggi, anche sulla concorrenza.

La proposta congiunta di Google e Verizon non piace alle associazioni dei consumatori, preoccupati dalle conseguenze che ci potrebbero essere con un Web a due velocità. Il timore è che gli operatori possano un giorno decidere di vendere dei pacchetti per il traffico dati differenziati, sulla scia di quanto fanno già le emittenti televisive a pagamento con i loro pacchetti per il cinema, lo sport o l’informazione. I contenuti disponibili online non sarebbero più trattati allo stesso modo, con privilegi e sperequazioni che danneggerebbero gli utenti e i produttori stessi dei contenuti.

In una lettera aperta diffusa per presentare la proposta delle due società, il CEO di Google, Eric Schmidt, ha ribadito l’impegno del motore di ricerca per mantenere Internet un luogo aperto e accessibile per tutti. Schmidt ha inoltre confermato che Google non ha alcuna intenzione di pagare Verizon o qualsiasi altro operatore per ottenere maggiore disponibilità di banda, e dunque la possibilità di diffondere i propri contenuti più velocemente rispetto alla concorrenza.

L’ultima parola su come regolamentare la Rete e l’accesso ai contenuti, via cavo o rete cellulare, spetta al Congresso e alla FCC, chiamati a elaborare nuove norme per dare regole chiare e sufficienti garanzie alle società e ai singoli utenti. Google e Verizon sono due dei più grandi protagonisti del settore e la loro proposta mira chiaramente a fare lobby e orientare le scelte delle autorità statunitensi. Rinunciare in parte ai principi della net neutrality per le reti cellulari potrebbe costituire un precedente molto pericoloso anche per le reti via cavo, oggetto già da tempo degli interessi degli operatori che mirano a tariffe e piani differenziati per aumentare i loro introiti.