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  • venerdì 30 luglio 2010

L’aria pulita di Città del Messico

Pulita pulita non ancora: ma il proverbiale inquinamento della capitale messicana è in costante diminuzione

Gli abitanti di Città del Messico erano soliti fare una battuta: con questo inquinamento l’unica cosa che può sopravvivere in cielo sono gli aeroplani. La capitale del Messico è nota ai più per gli alti livelli di inquinamento dell’aria dovuti a un parco macchine datato e alle dimensioni della conurbazione, nella quale vivono oltre 20 milioni di persone. Eppure, da qualche anno le cose stanno migliorando e non è raro che a Città del Messico l’aria diventi respirabile, o quasi.

La nube color ocra di inquinamento continua a sovrastare la città, ma l’Economist segnala questa settimana una netta diminuzione della concentrazione di ozono, uno degli elementi inquinanti che gli esperti solitamente tengono d’occhio per valutare la qualità dell’aria nelle città. I livelli di ozono si sono dimezzati rispetto ai primi anni Novanta, quando l’aria ha raggiunto uno dei picchi di maggiore inquinamento. All’epoca, il limite di legge di 0,11 parti di ozono per milione nell’aria veniva superato per almeno un’ora, nove giorni su dieci. Lo scorso anno, invece, i livelli sono rimasti al di sotto del limite per la metà dei giorni e così la gente è tornata a fare jogging nei parchi e numerose specie di uccelli sono tornati a volare sulla città, facendo concorrenza agli aeroplani.

Il recupero è iniziato con la chiusura di alcuni stabilimenti dell’industria pesante. La raffineria nella zona di Azcapotzalco, che contribuiva per il 7% all’inquinamento di Città del Messico, è stata chiusa nel 1991. Parte dell’area è stata riconvertita in un parco. Più di recente, la crisi dell’auto ha aiutato: le emissioni dei vecchi macinini vengono controllate due volte l’anno, e tutte le automobili a parte le più recenti non possono accedere alla città una volta a settimana. Ogni domenica, 22 chilometri di strade vengono liberate dalle auto per lasciar spazio alle biciclette e ai pedoni. Dal prossimo anno i tassisti riceveranno degli incentivi per utilizzare auto elettriche. L’inquinamento di Città del Messico è stato così forte che ripulire l’aria «non è solamente una cosa teorica – si tratta di vita o di morte», dice Marcelo Ebrard, il sindaco.

Gli esperti come Arón Jazcilevich, ricercatore della Universidad Nacional Autónoma de México, invitano comunque a non entusiasmarsi troppo: l’unica cosa davvero buona è il trend degli ultimi anni, ma l’aria continua a essere molto inquinata per numerosi giorni all’anno. Le amministrazioni locali dovrebbero migliorare il sistema dei trasporti pubblici, collegando in maniera più efficiente le zone periferiche della conurbazione con il nucleo centrale della città. Così facendo si potrebbe ridurre ulteriormente il numero di automobili che ogni giorno percorrono le trafficate strade di Città del Messico, diminuendo di conseguenza l’inquinamento.

In realtà le città in Messico di medie dimensioni che avrebbero bisogno di una cura simile a quella della capitale sono molte. Città del Messico è diventata l’emblema dell’inquinamento atmosferico anche per l’alto numero di controlli realizzati dall’amministrazione sulla qualità dell’aria a partire dalla fine degli anni Ottanta. I dati per molte altre città messicane mancano o sono incompleti, ma secondo gli esperti alcuni centri urbani potrebbero avere una qualità dell’aria peggiore di quella di Città del Messico. Il caso di Monterrey lo dimostra: la città messicana ha superato la capitale per quantità di polveri sottili, un inquinante non meno pericoloso dell’ozono che avvolge gli abitanti della conurbazione.

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