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  • venerdì 23 Luglio 2010

I dieci paesi in cui il matrimonio gay è legale

Nel 2010 tre stati hanno riconosciuto le unioni tra omosessuali, una ventina di paesi riconosce le unioni civili, l'Italia è fuori classifica

Il 15 luglio 2010 in Argentina è stata approvata una legge per il riconoscimento del matrimonio tra persone del medesimo sesso. Il paese sudamericano si è così aggiunto alla lista, ancora troppo corta ma promettente, dei paesi che consentono agli omosessuali di sposarsi. Con un articolo pubblicato sul sito della rivista Time, Dan Fastenberg ha tirato le somme indicando quali sono a oggi gli Stati che hanno reso legale il matrimonio tra gay.

I Paesi Bassi hanno riconosciuto il matrimonio tra persone del medesimo sesso ben dieci anni fa, anticipando di cinque anni la Spagna e il Canada, che hanno legalizzato le unioni tra omosessuali nel 2005. L’anno seguente è toccato al Belgio e al Sudafrica, mentre nel 2008 alla lista si è aggiunta la Norvegia, seguita l’anno seguente dalla Svezia. Il 2010 ha visto fino a ora il riconoscimento del matrimonio tra gay da parte di tre stati: il Portogallo, l’Islanda e buon’ultima l’Argentina.

Per completezza, a questa lista va affiancata anche quella degli Stati appartenenti alle federazioni che in autonomia hanno deciso di riconoscere il matrimonio tra omosessuali, anche in assenza di una legge dello Stato centrale. Negli Stati Uniti è il caso del Connecticut, del District of Columbia, dello Iowa, del Massachusetts, del New Hampshire e del Vermont. In Messico è legale nel distretto di Città del Messico. A questi si aggiungono poi i paesi nei quali è possibile ricorrere alle unioni civili. Sono una ventina, vanno dalla Groenlandia alla Nuova Zelanda, e nell’elenco l’Italia non compare:

– Andorra
– Austria
– Colombia
– Repubblica Ceca
– Danimarca
– Ecuador
– Finlandia
– Francia
– Germania
– Groenlandia
– Irlanda
– Lussemburgo
– Nuova Caledonia
– Nuova Zelanda
– Slovenia
– Svizzera
– Wallis e Futuna
– Regno Unito
– Ungheria
– Uruguay

In linea di massima, scrive Fastenberg rifacendosi alle teorie di Thomas Laqueur (docente di storia alla università di Berkeley, California), il riconoscimento del matrimonio tra omosessuali si è affermato meglio nei paesi con sistemi giuridici che derivano dal diritto romano:

A differenza degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, che si basano sulla Common Law [dunque sui precedenti giuridici e non su diritti codificati come i codici civile e penale, ndr], nove dei dieci paesi che hanno legalizzato il matrimonio si basano sulla Civil Law. Questa tradizione, che affonda le proprie radici nell’Impero Romano e dà meno peso ai precedenti giuridici, è stata la base per il codice napoleonico, creato dall’imperatore francese per mettere in difficoltà la Chiesa.