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  • giovedì 15 luglio 2010

Il matrimonio gay è legge in Argentina

Dopo più di quattoridici ore di dibattito il Senato ha approvato la legge per il riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso

Dopo più di quattoridici ore di dibattito il Senato ha votato la legge per il riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso. La legge è stata approvata con 33 voti a favore e 27 contro, 3 gli astenuti. La legge estende alle coppie omosessuali anche il diritto di adozione: l’Argentina è il primo paese dell’America Latina a sancire ufficialmente il diritto al matrimonio per i gay.

Il Senato si è riunito ieri mattina alle dodici, ma il voto è arrivato solo alle 4:25 del mattino ed è stato incerto fino all’ultimo momento. Migliaia di persone hanno seguito in diretta il dibattito fuori dal Senato e nelle piazze di molte città argentine, e ora stanno festeggiando al ritmo di “Sí, se puede”, la versione spagnola del “Yes, we can” di Obama.

La legge aveva aperto una spaccatura tra la Chiesa, che l’aveva definita “un attacco distruttivo al progetto divino”, e il governo di Cristina Kirchner, che l’ha sempre sostenuta. Il rappresentante della coalizione socialista, Rubén Giustiniani, ha motivato il suo voto positivo dicendo che si tratta di un giorno storico, in cui finalmente l’Argentina ha avuto la possibilità di riconoscere i diritti di una minoranza.

Il radicale Alfredo Martínez ha criticato duramente il cardinale Jorge Bergoglio per le sue dichiarazioni degli ultimi giorni contro la legge. “Sono un uomo cattolico, mi sono sposato e ho battezzato i miei figli”, ha detto il senatore “ma mi vergogno per le parole pronunciate da chi dovrebbe essere il mio pastore spirituale. Monsignor Bergoglio non avrebbe dovuto dire che l’invidia del diavolo sta dentro questa legge”.

Il voto è stato preceduto da incidenti e tensioni davanti al parlamento dove, convocate da organizzazioni cattoliche, oltre 60mila persone si sono radunate per opporsi all’iniziativa. Davanti alla sede del Congresso ci sono stati scontri e sono volati insulti tra i gruppi a favore e quelli contrari. Per dividerli è dovuta intervenire la polizia.

In Argentina nei mesi scorsi c’erano già stati alcuni tentativi da parte di coppie omosessuali di far passare il principio del riconoscimento delle unioni fra persone dello stesso stesso ricorrendo ai tribunali civili di singoli stati, a cominciare da quello di Buenos Aires. Ma non esisteva ancora una legge che ne sancisse ufficialmente il diritto a livello nazionale.

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