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  • sabato 17 Luglio 2010

Chiese e abusi, si dimette anche una donna

Maria Jepsen, il primo vescovo donna della Chiesa luterana, si è dimessa per l'accusa di aver coperto abusi sessuali, dichiarandosi innocente

Nel dibattito sugli abusi sessuali da parte di membri del clero, e in quello riapertosi l’altroieri sulla rigidità della Chiesa Cattolica nei confronti dell’ordinamento delle donne sacerdote, è arrivata ieri una notizia interessante. Perché riguarda gli abusi in un’altra Chiesa, quella luterana, che alle donne ha aperto molto di più; e riguarda le dimissioni di un vescovo donna che è sì accusata come altri suoi colleghi cattolici maschi dimissionati di aver coperto degli abusi, ma che nega gli addebiti e sostiene di essersi dimessa, rigorosamente, perché il suo ruolo e la sua credibilità sono stati messi in discussione dalle accuse. Le riflessioni possono essere molte e contraddittorie.

Maria Jepsen è stata la prima donna a essere eletta vescovo della Chiesa luterana, nell’aprile del 1992. Due giorni fa si è dimessa dal suo ruolo di vescovo di Amburgo in seguito all’accusa di aver coperto e malgestito un caso di abusi sessuali su minori, scrive BBC News. Il caso sarebbe avvenuto negli anni ’80 e vedrebbe coinvolto un prete di Ahrensburg, città che fa parte della regione di Amburgo, quindi sotto la supervisione di Jepsen.

Nell’annunciare le proprie dimissioni, il vescovo si è dichiarata innocente, sostenendo di essere stata accusata ingiustamente. Jepsen nega infatti di aver mai sentito parlare del prete in questione (Dieter K., il cognome non è stato reso noto) prima del maggio di quest’anno, quando è scoppiato il caso.

«È stata messa in discussione la mia credibilità. Di conseguenza, non mi sento più in grado di diffondere la parola di Dio, come avevo giurato di fare alla mia investitura. Mi aspetto che i casi a Ahrensburg e in tutti gli altri luoghi vengano investigati rapidamente, e sia fatta luce sulla verità.»

La difesa di Jepsen sarebbe smentita da un’inchiesta del giornale tedesco The Spiegel, che avrebbe scoperto come già nel 1999 il vescovo sarebbe venuto a conoscenza della copertura sistematica di abusi andata avanti per decenni. Secondo la ricostruzione del giornale, l’amministrazione della Chiesa locale avrebbe rimosso silenziosamente Dieter K. dal suo incarico nel ’99, trasferendolo in un altro luogo dove avrebbe continuato a fare il pastore, lontano da ragazzi. E il vescovo Jepsen, sempre secondo l’inchiesta, sarebbe stata a conoscenza dei fatti, decidendo di non fare nulla per denunciare il prete.