• Mondo
  • lunedì 12 Luglio 2010

La Svizzera nega l’estradizione per Polanski

La Svizzera ha rifiutato l'estradizione negli Stati Uniti di Roman Polanski

Il regista è accusato di avere violentato una ragazzina di 13 anni nel 1977

La Svizzera ha rifiutato l’estradizione negli Stati Uniti di Roman Polanski e ha revocato le misure restrittive nei suoi confronti. Da oggi il regista è libero: non è più agli arresti domiciliari e non dovrà più indossare il braccialetto elettronico. Polanski era stato arrestato dieci mesi fa a Zurigo, dove si trovava per ritirare un premio alla carriera.

Polanski era stato fermato dalla polizia svizzera all’aeroporto in esecuzione di un mandato di cattura spiccato dalla procura di Los Angeles. L’accusa era di avere avuto rapporti sessuali con una ragazzina di 13 anni, Samantha Gailey, nel 1977. Dopo due mesi di carcere fu costretto agli arresti domiciliari dietro pagamento di una cauzione di tre milioni di euro.

Il ministro della Giustizia svizzero, Eveline Widmer-Schlump, ha detto che in seguito agli accertamenti non è stato possibile escludere con la necessaria certezza la presenza di un vizio nella domanda di estradizione statunitense. Un giudice californiano avrebbe a suo tempo scritto che il regista aveva saldato il debito con la giustizia con i 42 giorni di detenzione in un reparto psichiatrico. “Se fosse confermato che Polanski ha effettivamente scontato l’intera pena – ha spiegato – la richiesta americana e di conseguenza la procedura di estradizione sarebbero prive di fondamento”.

“Polanski è un uomo libero dalle 11.30 di oggi” ha annunciato il ministro durante la conferenza stampa a Berna, “potrà andare in Francia o in Polonia e non sarà arrestato”. “Non si trattava di decidere se fose colpevole o innocente, non spetta a noi”, ha aggiunto. Il no all’estradizione non potrà essere appellato in Svizzera, ma solo a livello internazionale. Anche se il ministro ha detto di ritenerlo improbabile. Polanski nel 2006 aveva comprato una casa a in Svizzera, a Gstaad, e per anni vi aveva soggiornato regolarmente senza che le autorità statunitensi avessero mai presentato una domanda formale di estradizione.