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  • mercoledì 7 Luglio 2010

Panorama-Telecom a tarallucci e vino

Le reciproche accuse dei giorni scorsi sono ricomposte con la sempreverde formula dell'equivoco

Come in molti prevedevano, si è ricomposta la polemica tra Telecom e Panorama, scoppiata dopo che l’azienda telefonica aveva comunicato al settimanale del gruppo Mondadori che avrebbe ritirato la propria pubblicità sul giornale a seguito di un articolo sulla stessa azienda.
Con un post scriptum al suo editoriale sul prossimo numero in edicola, il direttore di Panorama Giorgio Mulè sotterrerà con formula diplomatica e idilliaca l’ascia di guerra e quello che aveva scritto nello stesso spazio una settimana fa: la versione è “si è trattato di un equivoco”. Telecom tornerà indietro sulla sua minaccia.

Una newsletter sul dannato futuro dei giornali

c’era stato, tanto per restare in argomento, un difetto di comunicazione

Telecom aveva reagito con l’annuncio del ritiro dei propri investimenti a un articolo della settimana precedente che aveva ritenuto malintenzionato e infondato nei confronti dell’azienda e dell’amministratore delegato Franco Bernabé, il cui incarico è dato da tempo in probabile scadenza. In Telecom avevano ritenute interessate e strumentali le ipotesi fatte da Panorama e non era stato apprezzato che il settimanale non avesse ascoltato la versione dell’azienda sui suoi contenuti.

Adesso entrambe le parti sembrano avere convenuto – o lo hanno sempre saputo – che una volta fatta la voce grossa il contesto non consente vere e proprie rotture. Telecom ha fatto pesare la sua irritabilità per il futuro, ma sa di chi è la proprietà di Panorama; e Panorama ha potuto – con qualche ragione – contestare il doppiopesismo della sinistra sulla libertà di informazione, ma non è in condizione di buttare via soldi coi tempi che corrono. Amici come prima.