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  • mercoledì 7 Luglio 2010

L’inchiesta sugli abusi nella Chiesa belga, altri sviluppi

Tra i faldoni sequestrati la settimana scorsa dalla polizia belga sarebbero saltati fuori diversi documenti riservati e le fotografie delle vittime del mostro di Marcinelle

La polizia ha interrogato nuovamente il cardinale Godfried Danneels, ex arcivescovo

Gli scandali sulla pedofilia che hanno coinvolto la Chiesa cattolica in Belgio sembrano destinati a ingrandirsi e aggravarsi ancora. Eravamo rimasti a quanto accaduto una settimana fa, quando le perquisizioni della polizia belga nella cattedrale e nell’arcivescovado di Malines-Bruxelles e gli interrogatori ai vescovi avevano provocato la dura protesta del Vaticano: il segretario di stato Tarcisio Bertone aveva parlato di “fatto degno dei regimi comunisti”, lo stesso Joseph Ratzinger si era lamentato definendo le perquisizioni “deplorevoli e sorprendenti”.

Già pochi giorni dopo le perquisizioni la polizia belga aveva dichiarato che l’azione era stata causata da una denuncia precisa, non su una generica inchiesta sulla pedofilia nella Chiesa.

C’è una denuncia formale nei confronti della Chiesa belga, che è accusata di possedere e nascondere informazioni su vari casi di abusi sessuali. Da qui le perquisizioni e gli interrogatori sui vescovi. Ora la polizia belga sta esaminando una quantità di documenti che potrebbe riempire due camion, molti di questi collegati ai 475 casi di pedofilia di cui si era occupata una commissione interna alla chiesa belga: la stessa commissione accusata di aver coperto i responsabili delle violenze.

Ora emergono nuovi dettagli su quelle perquisizioni e soprattutto sul loro esito. Secondo il quotidiano belga Het Laatste Nieuws tra i documenti sequestrati ci sarebbe del materiale relativo all’inchiesta su Marc Dutroux, il cosiddetto “mostro di Marcinelle”, responsabile di diverse violenze efferate su minori tra gli anni Ottanta e Novanta. In particolare la polizia avrebbe trovato centinaia di foto e buona parte delle carte relative ai casi di Julie e Melissa, due ragazzine rapite, violentate, imprigionate e poi lasciate morire da Dutroux, compresa la documentazione sulla riesumazione dei loro cadaveri. Documentazione segreta che sarebbe dovuta essere solo e soltanto in mano alla polizia, che ora sta cercando di capire cosa ci facesse nell’arcivescovado di Melines-Bruxelles. Per questa ragione ieri è stato interrogato nuovamente il cardinale Godfried Daneels, ex arcivescovo di Bruxelles accusato di aver coperto diversi casi di pedofilia.

Aggiornamento. Secondo il quotidiano belga De Morgen, le foto di Julie e Melissa trovate dentro l’archivio dell’arcivescovado sarebbero state spedite da un settimanale satirico britannico – The Sprout – che sperava di ottenere da lui o da qualcun altro in Vaticano una dichiarazione sull’argomento. Il magazine viene letto soprattutto dagli inglesi emigrati in Belgio e aveva pubblicato le foto dell’autopsia per illustrare una storia – di fantasia – secondo cui le ragazzine non sarebbero state violentate e uccise dal solo Dutroux ma da una dozzina di autorevoli esponenti della classe dirigente belga, tra cui lo stesso Danneels. Le foto, inviate al Vaticano, sarebbero poi state rispedite all’arcivescovado di Malines e lì sarebbero rimaste fino alla perquisizione della polizia.