Dal Duke al Dude, il nuovo film dei Coen in arrivo

"True Grit", in uscita a dicembre negli Stati Uniti, è il remake di un film del '69 con John Wayne

Al suo posto ci sarà Jeff Bridges, nel ruolo di un vecchio sceriffo ubriacone

di Marco Rossari

L’unica cosa prevedibile dei fratelli Coen è la loro imprevedibilità. Dopo una commedia nera ispirata al personaggio di Giobbe (A serious man) e l’esilarante parodia di una spystory (Burn after reading), Ethan e Joel hanno finito di girare il remake di un vecchio film con John Wayne, Il Grinta. Al posto di Wayne, un’icona della filmografia coeniana, Jeff Bridges, meglio conosciuto ai fan come il ben poco grintoso protagonista del Grande Lebowski.

A dire il vero, True Grit (questo il titolo originale) non è il western che ti aspetteresti da John Wayne. Tanto per cominciare, del cosiddetto “Grinta” in originale non c’è traccia. La sublime ironia del titolo è proprio quella di attribuire tutto questo coraggio a un vecchio sceriffo bolso, ubriacone e mezzo cecato che Wayne non ebbe molti problemi a interpretare, visto che la forma non era quella di una volta (qualche anno prima gli era stato asportato un polmone e pare che per metterlo in sella ci volesse la carrucola). Su una classica vicenda di caccia all’uomo, il film – nonostante i tratti distintivi del genere (paesaggi mozzafiato, musica enfatica, qualche lungaggine) – provava ad aprire la strada al western crepuscolare ma si fermava a metà del guado. Mai così nella parte, John Wayne si guadagnò l’unico Oscar e il film ebbe un mediocre seguito dal sempre più incongruo titolo italiano, questa volta spagnoleggiante, Torna “El Grinta”.

Ma, in realtà, il vero protagonista della storia non era lui.

Il film del 1969 è tratto da un romanzo di Charles Portis, un’autentica e misconosciuta gemma della letteratura americana (uscì per Mondadori e verrà ripubblicato da Neri Pozza). La storia – ambientata poco dopo la guerra civile – è narrata dalla giovane Mattie Ross, quattordicenne linguacciuta e caparbia alla quale un delinquente ha ammazzato il padre, che si mette in testa di dargli la caccia insieme a un vecchio caprone mezzo intontito dall’alcol che risponde al nome di Rooster Cogburn (nei film, John Wayne/Jeff Bridges). La bellezza del libro non nasce tanto dalla trama, che pure è avvincente, quanto dalla vivacità del personaggio principale, un’adolescente ingenuamente spietata quanto la società che la circonda e sfacciata quanto Huckleberry Finn, come ha osservato acutamente Jonathan Lethem. Insomma, è lei la vera protagonista della vicenda e sua è anche la “grinta” del titolo. Al tempo la protagonista doveva essere Mia Farrow, che però rinunciò. E così nell’adattamento cinematografico il vecchio leone finì col giganteggiare.

Oggi pare che i Coen abbiano deciso di tornare allo spirito del libro. A impersonare la ragazzina in cerca di vendetta sarà la sconosciuta Hailee Steinfield. Chissà se un’attrice al primo ruolo importante riuscirà a tenere testa a quel sornione del Dude. Per capirlo, bisognerà aspettare il 25 dicembre negli Stati Uniti, e probabilmente i primi mesi del 2011 in Italia.