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  • martedì 22 Giugno 2010

John McCain non è più il ribelle di una volta

Il senatore mira alla rielezione, ma nella campagna per le primarie non sta brillando e sembra poco determinato

Il concorrente di McCain è molto distante nei sondaggi ma ha ancora alcune settimane per la rimonta

A due anni di distanza dalla corsa verso la Casa Bianca, John McCain non sembra più essere il combattivo “maverick”, il ribelle, di una volta. Il senatore è impegnato nella campagna elettorale per le primarie repubblicane del prossimo agosto, che gli consentiranno di partecipare alle elezioni per il seggio al Senato in novembre, e secondo il New York Times e molti osservatori politici statunitensi ha perso lo smalto e gli slanci che aveva sfoderato nel corso della sua lunga carriera, fino al 2008. Il celebre veterano si mostra meno combattivo, preferisce non prendere posizione su temi delicati come le regole per gli omosessuali nell’esercito e sta così conducendo una campagna elettorale poco brillante, che potrebbe avvantaggiare il suo avversario ultraconservatore J. D. Hayworth.

La nuova posizione di McCain è difensiva: si sta difendendo nelle primarie dall’ala destra del suo partito impersonificata dall’ex deputato J. D. Hayworth, e sta anche attirando enormi critiche per il cambio di posizione sull’immigrazione da parte dei suoi elettori. […] Hayworth insegue McCain nei sondaggi, nella raccolta di fondi e nelle dichiarazioni di sostegno. L’area di Phoenix è costellata di cartelloni per McCain, ma la campagna elettorale di Hayworth inizia a farsi sentire.

Da qui al prossimo 24 agosto, data delle primarie, potrebbe comunque succedere di tutto e lo staff di McCain confida di poter far raggiungere al candidato un vantaggio grande abbastanza da essere sicuro della rielezione. Molto dipenderà anche dall’approccio che McCain deciderà di tenere nei confronti del presidente: finora McCain ha attaccato Obama ma senza affondare, senza usare i toni estremisti dei tea party.

Durante un incontro nella cittadina di Parker (Arizona), un sostenitore del candidato repubblicano ha preso la parola mettendo in dubbio le intenzioni di «un certo Hussein, Barack Hussein Obama» sul fronte dell’assistenza sanitaria. McCain ha abbozzato un sorriso per qualche secondo, ma subito dopo è tornato serio e ha invitato tutti i presenti a mostrare rispetto per il presidente degli Stati Uniti. Molti sostengono che questo atteggiamento da politico responsabile – una delle poche cose rimaste del vecchio McCain- possa nuocere alla sua campagna elettorale.

Il senatore in cerca della riconferma del seggio sta girando in lungo e in largo l’Arizona per portare avanti la sua campagna elettorale per le primarie, racconta il New York Times. L’uomo riceve grandi consensi quando incontra i parenti dei soldati al fronte in Iraq e Afghanistan, mentre talvolta compie qualche scivolone che rischia di costargli un po’ di voti:

«Non ho intenzione di andare lì e dire all’amministrazione locale che cosa deve fare», ha detto McCain seccamente a Darla Tilley, la responsabile del centro per gli anziani di Parker, che lo aveva invitato nei primi giorni di giugno a interessarsi della mancanza di case di cura e assistenza domiciliare nel paese. Poco tempo dopo, prima di partire per la sua prossima destinazione, McCain si è invece mostrato contrito. «Spero di poter diventare come lei» le ha detto. In una intervista concessa successivamente, Tilley ha detto di non esser rimasta sconvolta dallo scambio di parole, quanto dal fatto che «il senatore non sembrava essere al corrente o non era in grado di capire quanti programmi sovvenzionati dallo Stato siano andati perduti da queste parti».

Nonostante i sondaggi diano ancora nettamente favorito McCain, Hayworth cerca di attaccare in ogni modo per conquistare nuovi consensi. Il senatore non nomina mai il suo concorrente e fino a ora si è rifiutato categoricamente di incontrarlo per un dibattito pubblico. «Lei si rifiuta di fare i dibattiti. Lei ha paura di J. D. Hayworth. La gente in Arizona merita i dibattiti» ha urlato contro McCain un elettore accorso a uno dei comizi del senatore. La rabbia verso il candidato che sfidò Obama per la Casa Bianca è principalmente dovuta alle sue posizioni ambigue sull’immigrazione.

Inizialmente John McCain si era battuto per consentire agli immigrati irregolari di ottenere i documenti per poter lavorare ugualmente negli Stati Uniti, ma nel corso degli ultimi mesi il suo approccio al problema è cambiato notevolmente. Ora il senatore spinge per maggiori controlli al confine con il Messico per evitare i flussi migratori degli irregolari, ma non sembra crederci molto e per gli osservatori si tratta di un tentativo di dare agli elettori ciò che vogliono. Il giorno delle elezioni, del resto, si avvicina.