• Mondo
  • sabato 19 Giugno 2010

“Dieci volte tanto”

La presidente ad interim del Kirghizistan sostiene che il numero delle vittime degli scontri etnici potrebbe superare di molto le stime ufficiali

La presidente del Kirghizistan Rosa Otunbayeva ha detto ieri che il bilancio ufficiale delle vittime delle violenze degli ultimi giorni nel sud del paese sarebbe almeno dieci volte più alto di quanto sostengono le stime ufficiali, arrivando quindi a quota duemila. Otunbayeva ha promesso che le centinaia di migliaia di profughi saranno messi nelle condizioni di tornare a casa, e che la città di Osh sarà ricostruita. Intanto, racconta il Guardian, i soccorsi agli uzbeki non sono ancora arrivati.

Lungo le strade che portano all’ospedale, uomini di etnia uzbeka dicono di non aver ricevuto alcun aiuto. “Facciamo appello alla comunità internazionale: aiutateci. Americani, britannici, venite in nostro soccorso. Non abbiamo niente, le nostre case sono state distrutte, le nostre donne e i nostri bambini sono nei campi profughi in Afghanistan”, ha detto Davron, 32 anni.

Robert Blake, del dipartimento di stato americano, è volato nei giorni scorsi sulla zona, per ispezionare i campi profughi sul confine uzbeko. In uno di questi campi, pieno di tende col logo delle Nazioni Unite, decine e decine di donne, molte di queste in lacrime, lo hanno circondato chiedendogli aiuto. “È necessario stabilire la pace nel vostro paese, così da permettervi di ritornare in sicurezza. E sarà necessaria un’inchiesta”, ha proseguito Blake, “per far sì che questo non accada più in futuro”.

La presidente Otunbayeva, intanto, continua ad accusare il presidente deposto Bakiyev di essere dietro i gruppi armati che hanno fatto esplodere le rivolte, sparando sia agli uzbeki che ai kirghizi per metterli uno contro l’altro. Gli scontri si sono concentrati proprio nella città di Osh, ormai semidistrutta.

“Gli abitanti di Osh hanno urgente bisogno di protezione e assistenza umanitaria”, ha detto Human Rights Watch. “La situazione è ancora tesa, i posti di blocco e le barriere hanno limitato la possibilità di distribuire aiuti e farmaci”.

Intanto, le Nazioni Unite hanno lanciato un appello alla comunità internazionale, chiedendo di raccogliere almeno 71 milioni di dollari per aiutare i profughi in fuga dal Kirghizistan, almeno trecento mila.