I pixel al di qua dello schermo

Mentre programmatori e ingegneri sono costantemente alla ricerca di nuovi sistemi per ridurre il fastidioso “effetto pixelato” sulle immagini digitali, lo scultore texano Shawn Smith ha trovato il modo di sfruttare questo difetto per creare opere originali e attuali: lavorando con piccoli tasselli di legno crea sculture ispirate al mondo animale e vegetale, ma guardandole si ha l’impressione di stare osservando un’immagine generata al computer.

Sul suo sito dice di sé:

Il mio lavoro indaga il confine incerto tra mondo digitale e reale. Sono interessato in particolare al modo in cui percepiamo e viviamo la natura attraverso la tecnologia. Quando vediamo immagini naturalistiche in TV o sul monitor di un computer siamo convinti di star osservando la natura ma, in realtà, stiamo vedendo solo combinazioni di punti di luce colorata.

[…] Trovo le immagini dei miei soggetti online e creo sculture tridimensionali di queste immagini bidimensionali. Costruisco le mie Re-things (n.d.r.: il nome della serie di opere, intraducibile gioco di parole) pixel per pixel per comprendere come ogni pixel gioca un ruolo fondamentale nell’identità di un oggetto. Nel processo di “pixelazione” il colore viene separato nei suoi elementi fondamentali, alcuni frammenti di informazione vengono persi e le forme diventano astratte.