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  • venerdì 11 Giugno 2010

Po-po-po-po-po-po-poo

Com'è che quattro anni fa cantavamo tutti la stessa cosa? Chi ha cominciato?

Com’è andata a finire lo sappiamo: che tutto il paese cantava lo stesso coro mentre la nazionale italiana vinceva partita dopo partita e diventava campione del mondo. Ma com’è iniziata?

Potremmo dire che è iniziata nel 2003, in realtà: ben prima della fase finale dei mondiali del 2006 e della finale di Berlino. Il motivetto del coro è infatti quello di Seven nation army, la canzone dei White Stripes inclusa nell’album Elephant.

Alcune squadre iniziano a utilizzare il riff della canzone come base per i loro cori, a cavallo tra il 2003 e il 2004, ma si tratta di episodi sporadici. Poi, durante la primavera del 2006, il coro inizia a diventare famoso negli stadi italiani. Tutto comincia il 15 febbraio, a Bruges: si gioca una partita di coppa UEFA tra la squadra di casa e la Roma. La Roma va in vantaggio alla fine del primo tempo grazie a un autogol. Al quindicesimo minuto del secondo tempo, però, il Bruges pareggia: segna Javier Portillo. Lo speaker dello stadio belga prende la parola per annunciare il nome del marcatore e lo scandisce sulle note di Seven nation army, i tifosi del Bruges lo seguono cantando Po-po-po-po-po-po-poo. La partita è complicata, l’arbitro prende qualche decisione controversa a favore della squadra belga. Dopo poco più di dieci minuti però la Roma passa nuovamente in vantaggio con un gol di Simone Perrotta, e i tifosi giallorossi si prendono la rivincita cantando il motivetto di Seven nation army sul nome dell’autore del gol.

La cosa continua anche in campionato. In quel periodo la Roma gioca molto bene e conquista uno storico record, totalizzando undici vittorie consecutive: la colonna sonora dell’impresa è il Po-po-po-po-po-po-poo, che sarà poi accennato malamente da Totti durante il festival di Sanremo. Da lì ai mondiali il salto è breve: i tifosi italiani in Germania cantano il coro durante le partite dell’Italia, nelle piazze accade lo stesso, Po-po-po-po-po-po-poo diventa l’inno della vittoria dell’Italia ai mondiali.