È nato prima iPhone o iPad?

Ospite della D8 Conference, il CEO di Apple ha raccontato come è nato l'iPad e perché rivoluzionerà l'informatica

Jobs non ha risparmiato critiche nei confronti di Adobe e della misteriosa vicenda del nuovo iPhone rubato

Steve Jobs non concede di frequente lunghe interviste, ma per la D8 Conference, la serie di eventi messa in piedi dal Wall Street Journal per parlare di tecnologia, il capo di Apple ha deciso di fare un’eccezione. Per più di un’ora e mezza Jobs ha risposto alle domande dei giornalisti Walt Mossberg e Kara Swisher di All Things D – la sezione tecnologica online del quotidiano – affrontando numerosi argomenti dal misterioso furto di un prototipo del nuovo iPhone all’iPad passando per i rapporti burrascosi con Adobe.

C’era un iPhone nuovo, là fuori
Nel corso dell’intervista, Steve Jobs ha confermato che quello ottenuto da Gizmodo era un prototipo della nuova generazione del celebre smartphone. Il dispositivo era in giro per un semplice motivo: non puoi testare un nuovo telefono cellulare solo in laboratorio, occorre vedere come si comporta in mobilità. Jobs ha ventilato l’ipotesi che il telefono non sia stato semplicemente dimenticato su un tavolo di un bar: «C’è una discussione sull’eventualità che sia stato rubato da una borsa e non semplicemente lasciato in un locale». Il CEO di Apple ha poi confermato che le indagini sono ancora in corso per fare chiarezza sull’episodio e che la società cercherà di capire come siano andati effettivamente i fatti: perché su questo genere di cose non si può lasciar correre, ha poi aggiunto Jobs.

L’iPad doveva arrivare prima dell’iPhone
A Mossberg e Swisher, Steve Jobs ha confidato che già prima della nascita dell’iPhone i piani dalle parti di Apple erano orientati verso la creazione di un tablet.

È iniziato tutto con un tablet. Avevo questa idea di utilizzare uno schermo di vetro, un display multitouch sul quale poter anche digitare. Ho chiesto ai nostri di pensarci e dopo sei mesi mi hanno portato questo favoloso schermo. Io l’ho poi passato a uno dei nostri migliori creatori di interfacce per gli utenti, che dopo qualche tempo ha realizzato una funzione per regolare la velocità dello scorrimento delle pagine e altre funzionalità e allora ho pensato: santo cielo, possiamo costruirci un telefono con una cosa del genere. Così abbiamo messo da parte il tablet e ci siamo messi al lavoro sul cellulare.

Una volta consolidato il successo dell’iPhone e dei programmi che lo fanno funzionare, gli sviluppatori di Apple hanno ripreso in mano il vecchio progetto del tablet cercando di sfruttare quanto appreso con la realizzazione dello smartphone. Il lavoro di ricerca e sviluppo ha infine portato alla creazione dell’iPad, ormai sul mercato da qualche settimana e già forte di quasi due milioni di unità vendute.

Gelo Flash
Sulla polemica senza fine con Adobe per la scelta di non utilizzare Flash (il programma per la riproduzione di alcuni contenuti multimediali sul Web) sugli iPhone, iPad e iPod Touch, Steve Jobs ha sostanzialmente confermato quanto scritto nella recente lettera aperta indirizzata ai propri clienti. Secondo il CEO di Apple, Flash è ormai una tecnologia obsoleta, funziona male sui dispositivi mobili perché richiede troppe risorse ed energia, non è compatibile con tutti i sistemi ed è destinata a scomparire con la progressiva affermazione di HTML5, il codice con il quale si costruiscono le pagine di Internet.

Abbiamo scelto quale cavallo cavalcare per la tecnologia, noi siamo alla ricerca di soluzioni tecnologiche che abbiano un futuro e che vadano in quella direzione. […] Flash ha avuto un buon successo, ma ormai sta iniziando il suo declino, mentre HTML5 inizia a fare capolino. Abbiamo chiesto ad Adobe di mostrarci qualcosa di meglio, ma non l’hanno mai fatto.

Cattiva maestra
Nella sessione di domande e risposte dal pubblico, qualcuno ha chiesto a Jobs di raccontare i prossimi piani di Apple sul fronte della televisione e dell’intrattenimento domestico. Da tempo la società distribuisce Apple TV, una sorta di decoder che almeno inizialmente mirava a rivoluzionare il panorama televisivo sulla scia di quanto realizzato da iTunes per quello musicale. Il progetto si è però arenato rapidamente e Steve Jobs ha una propria teoria in merito: mancano standard uguali per tutti, i distributori di contenuti cercano di piazzare a basso prezzo i loro decoder per vendere gli abbonamenti alle TV via cavo, in pochi sono disposti a spendere denaro per una scatola poco compatibile con l’offerta di tutte le emittenti televisive. Secondo il CEO, senza una rivoluzione dell’attuale sistema, molto complessa e onerosa, si apriranno difficilmente nuovi spazi per chi vuole fare da tramite tra produttori di contenuti e spettatori.

iPad e i camion
I personal computer diventeranno sempre più come i camion: continueranno a essere utilizzati per fare cose importanti, ma da un minor numero di persone. Per Jobs il futuro è nei dispositivi come l’iPad, soluzioni che consentono di accedere ai contenuti online, di leggersi un libro, gestire i propri file multimediali e la corrispondenza con amici e colleghi di lavoro. I computer tradizionali saranno utilizzati per la produttività, negli uffici, ma andranno incontro a una progressiva estinzione in ambiente domestico. Il processo sarà lungo e difficoltoso, specie per la generazione che ha iniziato con i PC, ma è ormai inevitabile e segnato. Una previsione che sembra principalmente un augurio per l’iPad da poco sul mercato.

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