L’ombra di Apple nella perquisizione per l’iPhone

L'operazione è stata gestita da una task force di REACT, team impegnato nel contrasto dei crimini informatici

Secondo alcuni osservatori, Apple avrebbe esercitato pressioni

A una settimana di distanza dalla scoop di Gizmodo, la vicenda legata al nuovo iPhone si arricchisce di nuovi particolari. Alcuni agenti del Rapid Enforcement Allied Computer Team (REACT) hanno fatto irruzione nella casa di Jason Chen, l’editor della testata che aveva svelato fattezze e caratteristiche del nuovo modello dello smartphone prodotto da Apple. Nel corso dell’operazione, la task force ha sequestrato quattro computer e due server per risalire all’autore della transazione che ha consentito a Gizmodo di entrare in possesso del nuovo iPhone.

Stando alle informazioni fino a ora raccolte, REACT non avrebbe ancora condotto alcuna indagine sul materiale sequestrato in seguito alla richiesta della difesa del sito web di applicare la “Shield Law Defense”, legge che consente ai giornalisti di non fornire informazioni sulle loro fonti. Le autorità della contea di San Mateo hanno confermato a TechCrunch che le indagini continuano, ma al momento non sono state sollevate accuse nei confronti di alcun protagonista della vicenda.

Nonostante le rassicurazioni, in molti contestano alle autorità di aver affidato la perquisizione dell’appartamento di Chen a REACT. Il team fu fondato nel 1997 da 17 agenzie locali, statali e federali per vigilare e contrastare i crimini in ambito informatico. Secondo alcune indiscrezioni, Apple sarebbe partner di REACT ormai da tempo e nel corso degli anni avrebbe collaborato alla formazione del personale e avrebbe dato supporto logistico al team. Ciò potrebbe indicare un coinvolgimento della società nella fase d’indagine.

John Cook, di Yahoo! News, ha chiesto al procuratore della contea come mai la perquisizione sia stata affidata a una task force che coinvolge autorità locali, statali e federali:

Dipende. Se c’è qualcosa di strano legato al telefono, allora sì, REACT può essere coinvolta. Si occupa di qualsiasi cosa di high-tech. Dunque se risulta difficile stabilire il valore della cosa – per esempio, se non si tratta semplicemente di un telefono cellulare qualsiasi – le forze di polizia locale potrebbero avere problemi nel determinare un valore, mentre la task force ha la capacità di farlo.

Il procuratore ha poi aggiunto di non essere a conoscenza di un diretto coinvolgimento di Apple in REACT. La società non ha fornito alcun dettaglio su questa intricata vicenda, che potrebbe presto regalare nuove sorprese.