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  • martedì 1 Giugno 2010

Il Giappone vuole organizzare un mondiale “mondiale”

Il Giappone si candida a ospitare i mondiali del 2022 puntando sulla tecnologia

Partite trasmesse - anzi: proiettate - in 3D in tutti gli stadi del mondo

Il Giappone ha deciso di presentare la propria candidatura per organizzare i mondiali di calcio del 2022. Si tratta di una decisione tutt’altro che prevista e scontata, visto che il Giappone ha ospitato i mondiali soltanto nel 2002 (insieme alla Corea del Sud). I paesi che hanno ospitato – o ospiteranno – per due volte la fase finale dei mondiali sono soltanto tre, e tutti a molti anni di distanza tra un’edizione e l’altra: l’Italia nel 1934 e nel 1990, la Francia nel 1938 e nel 1998, il Brasile nel 1950 e nel 2014. Anche il Messico ha ospitato due volte i mondiali, e pure a breve distanza: nel 1970 e nel 1986. Si trattò però di una soluzione di emergenza e ripiego: i mondiali del 1986 erano stati assegnati alla Colombia, che però non fu in grado di ultimare in tempo i lavori: la FIFA decise così di ripiegare sul Messico, che aveva organizzato la competizione soltanto sedici anni prima.

Perché allora il Giappone prova a ricandidarsi? Il governo e la federazione calcistica nazionale pensano di avere in mano la chiave che convincerà la FIFA, e quella chiave si chiama Universal fan fest: un progetto affidato al celebre scienziato giapponese Jun Murai e all’università Keio, raccontato ieri dal Daily Telegraph e ripreso dal blog di Andrea Privitera.

Il Giappone progetta di utilizzare duecento telecamere ad alta definizione per trasmettere le partite in tutto il mondo su giganteschi schermi a tre dimensioni. Le partite verranno inoltre “proiettate” all’interno di quattrocento stadi in giro per il mondo, così da permettere ai tifosi di assistere di fatto a una partita virtuale. Per rendere l’esperienza ancora più verosimile, saranno installati dei microfoni sotto il manto erboso, così da tenere traccia del rumore del pallone e delle voci dei calciatori. Gli spettatori useranno biglietti digitali per assistere le partite, e useranno la tecnologia GPS per raggiungere i loro posti. Inoltre, il Giappone tenterà di alimentare queste tecnologie utilizzando l’energia prodotta dagli spettatori: un particolare sistema catturerà l’energia prodotta dallo sbattere dei piedi dei tifosi sulle gradinate.