La crisi economica colpisce l’Eurofestival

L'Eurofestival ha dei costi, alcune nazioni si sono ritirate dal concorso, e la Norvegia dichiara che non intende ospitarlo il prossimo anno anche in caso di vittoria

Non tutti se ne ricordano, perché in Italia non è più trasmesso in chiaro dal ’97, ma l’Eurofestival o Eurovision Song Contest, organizzato dall’EBU a partire dal 1956, nel resto d’Europa è uno spettacolo popolarissimo e la sua diretta televisiva è la trasmissione non sportiva più vista nel mondo, con l’eccezione di Cina e India. (L’Italia ha vinto due volte, nel 1964 e nel 1990. La prima volta con Gigliola Cinquetti, e la seconda con Toto Cutugno)

Ora sembrerebbe, però, che anche questa manifestazione sia stata in qualche modo colpita dalla crisi economica. Come riporta BBC News, molti paesi avrebbero annullato la loro partecipazione all’Eurofestival perché non possono permettersi di partecipare. L’Ungheria, Andorra, la Repubblica Ceca ed il Montenegro, presenti lo scorso anno, si sono ritirati dalla competizione del 2010 che si terrà in Norvegia, ad Oslo.

“E’ stata una decisone economica” ha detto uno dei produttori durante una conferenza stampa.

Israele, l’Azerbaijan e l’Irlanda si esibiranno nella seconda semifinale, stasera. Sette paesi verranno eliminati mentre dieci accederanno alle finali di sabato.

Le preoccupazioni economiche hanno influito anche sull’allestimento concreto della competizione di quest’anno: NRK, la maggiore emittente norvegese, ha speso circa venticinque milioni di euro per lo show, ma non può competere con lo spettacolo offerto dall’ultima nazione ospite della manifestazione, la Russia, che aveva investito circa trentatre milioni di euro.

A Mosca, nel 2009, lo show aveva incluso performances del Cirque du Soleil, interventi del coro dell’Armata Rossa, e l’ingresso di un enorme carro armato rosa. Quest’anno lo spettacolo sarà più modesto, secondo l’esperta di Eurovision Karen Fricker. “Quello che sta cercando di fare la NRK è innovativo e creativo, un po’ più minimalista.”

In ogni caso, ospitare l’Eurofestival è molto costoso e la NRK ha fatto sapere che non produrrebbe nuovamente lo show il prossimo anno, nel caso  il concorrente norvegese Didrik Solli-Tangen risultasse vincitore, sabato (mentre è tradizione che il festival sia ospitato dalla nazione del vincitore dell’anno precedente).

È da trent’anni che la nazione che vince non rifiuta di ospitare il successivo concorso, anche se negli anni ’60-’70 era pratica più comune, ed era la BBC ad intervenire. Il direttore generale di NRK ha riconosciuto che sarebbe “molto difficile”per la Norvegia organizzare l’evento per due anni di seguito.

Svante Stockselius, direttore del festival, esprime delle preoccupazioni rispetto ai finanziamenti per l’edizione 2011, e ricorda che “nelle regole è previsto che se partecipi, devi essere i grado di ospitare la manifestazione”. Aggiunge che l’emittente greca ERT era riuscita a guadagnare, nel 2006, grazie agli sponsor. “Quindi ospitare l’Eurofestival può essere anche un beneficio, se il momento è giusto”.

https://www.youtube.com/watch?v=yjIt6D1E-lU

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