Danni collaterali

Le pubblicità online non hanno ancora trovato il modo di moderare i toni in caso di tragedie

Il tema della pubblicità online nei siti di news è di recente sempre più dibattuto: soprattutto rispetto alla ricerca di nuove idee e nuovi formati che la rendano più efficace e remunerativa, e assistiamo ogni giorno a nuovi esperimenti di banner, cornici, pop-up. Ma una delle implicazioni irrisolte dell’uso della pubblicità nei nuovi media riguarda la mancanza di controllo sui contenuti associati alle singole inserzioni: o meglio, sul controllo incompleto, affidato a una serie di indicazioni e filtri automatici, che risulta spesso in associazioni imbarazzanti per il sito o persino controproducenti per l’inserzionista.

In questi giorni inciampi di questo genere ce ne sono stati molti, soprattutto su notizie tragiche: gli effetti sono paragonabili alle comunicazioni del ministro La Russa sul campionato di calcio nel giorno della morte dei due alpini italiani in Afghanistan. E gli utenti ci fanno caso.

Questa su Repubblica.it l’ha segnalata oggi Vittorio Pasteris:

E questa, sempre oggi su Corriere.it, Federico Russo:

Una newsletter sul dannato futuro dei giornali

Altrettanto triste questo risultato, da Repubblica.it:

Su questa, anche se l’associazione è meno immediata, forse qualcuno ha rimpianto i giornali di carta in cui si sa quale pubblicità va in quale pagina:

Meno drammatico l’effetto di una fotogallery su Repubblica.it qualche giorno fa:

Quanto a questa, conoscendo l’inventiva di Wired, sarebbe bello sospettare sia stata fatta apposta: