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Orgasmi e statistiche

Seri analisti di dati e meccanismi sociali hanno discusso su alcuni siti americani delle implicazioni economiche del sesso anale

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Mona Chalabi – giornalista che si occupa di data-journalism per il sito FiveThirtyEight, creato dall’analista Nate Silver (quello diventato popolarissimo dopo certe azzeccate previsioni sull’elezione di Barack Obama) – ha pubblicato un articolo che confronta alcuni dati sull’orgasmo maschile e femminile. I dati sono quelli della National Survey of Sexual Health and Behavior (NSSHB), il più vasto studio sulla sessualità umana condotto negli Stati Uniti dall’Indiana University: pubblicato nel 2010, mostrava i risultati delle ricerche condotte su circa 6.000 persone tra i 14 e i 94 anni. I dati riportati da Chalabi derivano in particolare da una ricerca fatta nel 2009 su 1.931 adulti statunitensi tra i 18 e i 59 anni, e concentrata sul loro ultimo rapporto sessuale: gli studiosi presero in considerazione soltanto i rapporti avvenuti entro i 12 mesi precedenti dalla ricerca. Inoltre la gran parte degli intervistati era eterosessuale: il 92 per cento degli uomini e il 98 per cento delle donne.

I dati confermarono uno dei luoghi più comuni sulla sessualità umana: cioè che gli uomini raggiungono l’orgasmo più facilmente e più frequentemente delle donne. Il 91 per cento degli uomini disse infatti di aver raggiunto l’orgasmo nel corso dell’ultimo rapporto sessuale, contro il 64 per cento delle donne. A questa divergenza, ne va aggiunta una di percezione: secondo l’85 per cento degli intervistati infatti la persona con cui aveva avuto l’ultimo rapporto sessuale aveva raggiunto l’orgasmo. Considerato che soltanto il 64 per cento delle donne aveva detto di averlo invece raggiunto, è evidente che alcuni uomini si erano sbagliati o che le donne avevano finto l’orgasmo.

I dati più interessanti riguardano gli atti sessuali praticati nei rapporti che portano all’orgasmo. Per gli uomini il risultato era più o meno sempre lo stesso: avevano raggiunto l’orgasmo il 90 per cento delle volte, indipendentemente dalle pratiche sessuali. Per le donne invece ci sono molte differenze: il 64 per cento aveva avuto un orgasmo in rapporti che prevedevano la masturbazione insieme al partner, come sfregarsi i genitali nudi o vestiti, o il petting (cioè le pratiche sessuali che non prevedono la penetrazione); l’81 per cento l’ha invece raggiunto in un rapporto sessuale in cui ha ricevuto sesso orale.

orgasmo

Ma stando ai dati c’è una pratica sessuale che pare garantire l’orgasmo più di tutte, sia agli uomini che alle donne: è il sesso anale. Secondo la ricerca, il 100 per cento degli uomini e il 94 per cento delle donne dice di aver avuto un orgasmo durante un rapporto in cui ha ricevuto sesso anale. Chalabi sottolinea che questi dati sono però meno affidabili degli altri, visto che solo 25 uomini e 31 donne hanno detto di aver ricevuto sesso anale nel loro ultimo rapporto sessuale. Stando alla ricerca inoltre, più numerosi sono gli atti sessuali in un rapporto, più è probabile che si raggiunga l’orgasmo: in un rapporto con cinque diverse pratiche sessuali sia gli uomini che le donne hanno raggiunto l’orgasmo più dell’89 per cento delle volte.

L’articolo è stato commentato e ripreso da altri studiosi e giornalisti, che hanno cercato di spiegare il dato piuttosto vistoso sul sesso anale. Felix Salmon, noto giornalista finanziario di recente passato dall’agenzia Reuters al sito Fusion, ha ipotizzato una spiegazione interessante come modello di rapporti economici elementari: secondo lui il dato non significa che il sesso anale favorisca l’orgasmo femminile più delle altre pratiche sessuali. Ricordando che il campione è piuttosto esiguo, Salmon fa notare che le donne che raggiungono un orgasmo più facilmente sono quelle che in uno stesso rapporto praticano diversi atti sessuali: significa quindi che la maggior parte di loro non ha sperimentato soltanto il sesso anale. È probabile, dice, che le persone che fanno sesso anale siano quelle «a cui il sesso piace e che si divertono a mescolare molto le loro pratiche sessuali»: e per questo è più facilmente in relazione con l’orgasmo femminile. Significa probabilmente anche che le donne che praticano sesso anale hanno una sessualità più aperta e più consapevole di cosa le faccia ottenere un orgasmo.

Ma in ogni caso, spiega Salmon, è molto difficile raggiungere l’orgasmo ricevendo soltanto sesso anale e quindi probabilmente le donne che hanno ricevuto sesso anale hanno poi raggiunto l’orgasmo con un’altra pratica. Il sesso anale – secondo Salmon – è soprattutto una richiesta maschile a cui la donna acconsente, favorendo di conseguenza un’offerta in cambio: l’uomo che sente di aver ricevuto un favore dalla donna, si impegna maggiormente nel garantire che anche lei raggiunga l’orgasmo.

La spiegazione più probabile, penso, è che il sesso anale aumenti la spinta verso la reciprocità, un concetto chiave nelle scienze sociali, compresa l’economia. Se qualcuno fa qualcosa di generoso per te, ti senti in dovere di fare qualcosa per lui in cambio. Questo dato ci dice che quando un uomo ha un rapporto anale con una donna, la donna gli sta facendo un favore in senso economico. E che più di ogni altra pratica sessuale, il sesso anale spinge l’uomo a impegnarsi più possibile per assicurarsi che la donna abbia un orgasmo.
Il conseguente pallino blu è quello che succede, nel sesso, quando un uomo ha un forte incentivo a ricambiare una grossa offerta.

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