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Storie da un tweet

17 novembre 2011

Micronarrativa è un progetto che nasce e si sviluppa su Twitter, e riesce a raccontarsi da solo senza bisogno di grandi descrizioni: storie brevissime di personaggi inventati, 140 caratteri l’una come richiesto dal social network. È l’idea di Andrea Maggiolo, che ha preso spunto da Personaggi precari, libro di Vanni Santoni.

Da qualche settimana i personaggi di Micronarrativa hanno un volto, illustrato da Riccardo Guasco, e in questa forma le minuscole storie diventeranno un libro edito da Libellula Edizioni, casa editrice pugliese definita dallo stesso Maggiolo «una piccola realtà molto propositiva».

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  • http://www.nestorburma.blogspot.com nestorburma

    pazzescamente bello e profondo… aspetto solo di vederlo stampato (e comperarlo)…

  • rebs

    splendide!

  • http://www.thunalab.blogspot.com/ thuna

    perfetto. bella l’idea, bellissime le illustrazioni, grande impaginazione e scelta dei colori gran bel lavoro

  • rullx

    I testi purtroppo li trovo spesso viziati di populismo, e voglia di farsi vedere benpensanti. Insomma noiosetti. DIcono quello che bene o male ti aspetti. Grafica molto bella, e i colori sono ben scelti.

  • paletta

    L’originale (i mitici “PP” del Vanni Santoni) hanno ben altra portata letteraria…..qui si va un po’ troppo spesso nelle moraline. Belli i disegni comunque, e interessante vedere che V.S. sta dando vita a una specie di corrente letteraria webbosa.

  • matilde

    Senza dubbio molto bella la parte grafica.
    Ma i contenuti sono insulsi e a volte insopportabili.
    C’è il moralismo
    con ditino alzato di chi pretende di insegnarti come ci si dovrebbe comportare.
    Senza la minima intenzione di volersi fare una ragione di eventi forse più rappresentativi della realtà.
    Poi, solo due
    storielle su personaggi femminili.
    Ne suggerirei (molto rappresentativa dell’Italia del 2011) una sulla moglie del mio vicino di casa.
    Violentemente cazziata,
    2 giorni fa, dal marito perchè era andata ad aprire al postino.
    Seppur con il pesantissimo velo d’ordinanza, anche approcciarsi alla ricevuta di ritorno di una raccomandata, non è cosa da donne.
    Non solo quei figli
    di p#### di Forza Nuova descrivono, stomachevolmente, la nostra realtà.
    Le pigne dentro il cranio le hanno anche altri maschi, posizionati molto diversamente sullo scacchiere politico-sociale.

  • giovannim

    Quoto RULLS e MATILDE
    Esteticamente interessante, certo.
    Ma lasciamo perdere i contenuti.
    .
    Con l’eccezione della n°5, quella sulla risaia vietnamita.
    Che nel quadro complessivo dell’opera, mi sembra un’autogol.
    Ma mi pare degna di riflessioni.
    Perchè ancora ieri su Radio3, una fotografa ungherese, ci raccontava estasiata del suo ultimo reportage nella steppa Mongola.
    Condizioni di vita durissime, non solo per le donne, in un ambiente climaticamente assai ostile.
    Ma chi ci passa una settimana, cazzeggiando con una reflex, senza doversi preoccupare di soddisfare i bisogni primari più elementari, ci vede sempre tanta bellezza.
    A me viene sempre il sospetto di stare ascoltando un cialtrone supponente.
    .
    Vabbè che il vincolo dei 140 caratteri è decisamente stringente, ma Kim non mi sembra molto tipico del Vietnam.
    Poi, se qualcuno dice che i “gialli” sono tutti uguali, lo si taccia immediatamente d’essere un’amico di Flavio.
    Seriamente.
    Twitter potrà anche avere utilizzi utili.
    Ma da qui all’apologia del banale forzatamente imposto dalla stringatezza ce ne passa.
    .
    Gli africani subsahariani sono solo ghanesi (7 caratteri).
    Congolesi (9) no; Camerunensi (11) men che meno.
    Ma Kenioti (7) ogni tanto per cambiare, si potrebbe.
    ovviamente il ghanese non puo che chiamarsi Obi (3).
    Come un nigeriano di discreta notorietà che giuoca al pallone.
    Per dire gli orizzonti culturali di riferimento.
    Comunque meno improbabile di un Kim vietnamita.
    Che se fosse stato più correttamente piazzato in Korea (5), si sarebbe anche risparmiato rispetto al Vietnam (7).
    Boh.
    La sensazione di grossa boiata resta forte assai.