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— Italia

La guerriglia a Roma e gli agenti in borghese

di Francesco Costa

Cerchiamo di fare un po' di chiarezza su quanto successo ieri pomeriggio durante gli scontri a Roma

La foto piccola qui sotto, per esempio, è una bufala: è stata scattata in Quebec

15 dicembre 2010

Si discute molto di quanto accaduto ieri a Roma e della gestione da parte delle forze dell’ordine delle manifestazioni antigovernative, che sono sfociate in scontri e guerriglie raccontate dagli organi di stampa di mezzo mondo. Questo pomeriggio, poi, la presidente dei senatori del PD, Anna Finocchiaro, ha dichiarato che “a Roma c’erano evidentemente degli infiltrati che hanno messo a rischio i manifestanti e le forze dell’ordine”. La stessa cosa è stata dichiarata in queste ore da altri esponenti politici, nonché da decine di blog e siti internet. Girano anche molte ricostruzioni dietrologiche sulla base di documentazioni raffazzonate e alcune foto effettivamente sospette, e quindi abbiamo deciso di indagare e fare un po’ di chiarezza. Prima di procedere con l’analisi delle immagini e delle cose che sappiamo, però, è necessario tenere a mente due cose.

La prima è che chiunque abbia messo piede per le strade del centro di Roma durante gli scontri, ieri, sa che la quantità di persone coinvolte nelle violenze e negli scontri non può essere in nessun modo ridotta o ricondotta all’eventuale presenza di agenti provocatori. Il Post ha consultato diverse persone presenti sui luoghi degli scontri, come giornalisti o come manifestanti, e da tutti ha avuto la stessa testimonianza: diverse centinaia di persone si sono staccate dal corteo pacifico per assaltare la zona transennata e le forze dell’ordine. La stessa cosa si può apprendere guardando i tanti video che sono stati caricati su Youtube da ieri pomeriggio a oggi e documentano la gran quantità di persone che ha partecipato agli scontri, al lancio di sassi e bombe carta, alla distruzione sistematica di bancomat, automobili e vetrine. La seconda cosa è spiegata bene dall’articolo dell’Espresso che affronta il tema della presenza degli agenti in borghese durante le manifestazioni: trattasi di “prassi antica e legittima”, che “serve per controllare i movimenti della folla, identificare i soggetti che guidano gli assalti, intervenire dall’interno nei momenti più delicati. Un impiego frequente anche negli stadi ma soprattutto in occasione di cortei politici, quando si teme che nuclei organizzati possano spingere la massa verso la violenza”.

Ovviamente il discorso cambia se gli agenti in borghese, invece che fare quanto sopra, si trasformano in agenti provocatori. Se fomentano la folla invitandola alla violenza, aizzando gli scontri contro le forze dell’ordine e partecipandovi. L’Italia ha una lunga tradizione di dietrologie su questo genere di storie, in parte frutto di complottismi dai quali la sinistra italiana non riesce a emanciparsi, in parte a causa di singoli e fondati episodi relativi soprattutto a quanto accaduto negli anni Settanta.

Nel caso delle manifestazioni di ieri, i sospetti di molti sono diretti soprattutto verso una persona, con un giubbotto beige e il volto coperto da una sciarpa, presente sul luogo di diversi scontri. In alcune di queste immagini l’uomo si vede direttamente coinvolto negli scontri: tira bidoni verso le forze dell’ordine, impugna una sbarra di legno e un grosso badile.

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73 Commenti

  1. Questo debunking è relativo a una serie di foto che riguardano una sola persona. Un qualcosa di risibile rispetto a quanto successo, l’altro ieri, a Roma. Questo debunking è fatto da chi a Roma, l’altro ieri, non c’era. Io c’ero, e ho visto una situazione di promiscuità tra poliziotti in borghese e manifestanti già pronti a distruggere qualcosa. Era una situazione di promiscuità evidente, telefonata; chi vedeva arrivare queste prime file del corteo fatte di poliziotti in borghese che quasi scortavano chi avrebbe rotto tutto, in una piazza di Torre Argentina vuota, perché era difficile arrivarci, visto che avevano chiuso le vie d’accesso tradizionali, dicevo, chi ha visto queste cose, ha capito al volo che cosa stava per succedere, e ha capito subito la presenza di infiltrati o di manifestanti caricati a puntino, che sarebbero stati lasciati fare, perché faceva comodo così. Chi era a Roma, l’altro giorno, ha visto una città blindata ad arte, perché si votava la fiducia al governo, e questa cosa, è una cosa da dittatura, anche se Berlusconi non è tecnicamente un dittatore, Roma, l’altro ieri, era una città che se ci capitava un cileno, o un argentino, o uno che ancora si ricorda il fascismo, ecco, l’avrebbe scambiata per la capitale di una paese dove c’è una dittatura.
    E questo debunking su una serie di foto che riguarda una sola persona, serve solo ad allontanarsi dalla percezione di quello che è successo realmente, a Roma, l’altro ieri. E quello che è successo è gravissimo. Questo debunking, ecco, mi ricorda Magdi Allam e i suoi debunking, tutti leccati, ai tempi in cui faceva il terzista, e ancora non si era assegnato il midname aggiuntivo.

  2. Nicola Colella

    Per completezza, poi magari da qui seguite i link al video del Fatto:
    http://www.unita.it/italia/scontri-sul-web-interrogativi-e-dubbi-1.260834

  3. mariaj

    ” E sul metodo Cossiga non bisogna equivocare. Con i manifestanti il metodo semplicemente non funziona, ci vogliono i casseurs, i teppisti. Se non sfasciano tutto il processo non si avvia, il metodo si applica solo ai delinquenti col passamontagna. Come è giusto che sia.”

    Ma davvero qualcuno arriva difendere il ” metodo Cossiga”

    Ma ricordamolo, cosa disse Cossiga

    “Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

    ( quindi, sarebbe ” giusto” lasciare che i manifestanti devastino le città”)

    E poi

    «Nel senso che le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano».

    Anche i docenti? «Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

    E ancora

    ” Cossiga: le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà?”

    Presidente Cossiga, pensa che minacciando l’uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? «Dipende, se ritiene d’essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo.

    E quindi sarebbe pure giusto che gli agenti” massacrino delle persone. NON una ca**o di parola sul fatto che si dovrebbero massacrare i violenti, no. E questa sarebbe un metodo da ” difendere” Ma che schifo.

  4. @ mariaj: ma ci sei o ci fai? Secondo te i ragazzi per bene, che manifestavano per contrarietà alla riforma, avrebbero spaccato tutto per giorni? Quelli tornavano a casa, al calduccio.

    Solo i casseurs di professione, quelli che non mancano una partita o una manifestazione (di chiunque siano) l’avrebbero fatto, quelli sì.
    E allora sì, io sto con Cossiga, fagli sfasciare tutto e poi, con l’appoggio dei cittadini, fai uscire la celere e mandali qualche mese in ospedale.

    Hai fatto caso che tutte le cose che Cossiga diceva e che hai citato si sono puntualmente verificate? Ma tutte tutte, compresi i bambini che applaudivano dalle finestre, incitati dalle maestrine. Che cosa capiscono quelli di riforma? E cosa capisci tu, guerrigliera da divano?
    Prova a parlare coi poliziotti, leggiti almeno cosa dicono[1], poi pensaci dieci volte e poi, se sei proprio convinta, prova ad esprimere un’opinione decente.

    [1] http://www.corriere.it/cronache/10_dicembre_18/poliziotto-parla-drago_d984109a-0a6f-11e0-b99d-00144f02aabc.shtml

  5. 1uigi

    Oh, mariaj
    Quando ti leggo so gia’ che il giusto sta dalla parte opposta!
    Buone feste!

  6. mariaj

    John, e questa idiozia della ” guerrigliera da salotto” da dove esce? Da QUALE Parte del mio commento si evince, capisce o deduce che appoggio la guerriglia, nella fattispecie da salotto? Raccontamelo, sono curiosa .Chissà, forse la virgola della quinta frase? No, apetta, forse è il punto che chiude la prima. Sì, deve essere quello.

    No, davvero, John tu che invece hai capito tutto, potresti spiegarmi come, seguendo il metodo Cossiga, si arivano a ” massacrare” i docenti?

    Tu scrivi

    ” Secondo te i ragazzi per bene, che manifestavano per contrarietà alla riforma, avrebbero spaccato tutto per giorni? Quelli tornavano a casa, al calduccio.

    Solo i casseurs di professione, quelli che non mancano una partita o una manifestazione (di chiunque siano) l’avrebbero fatto, quelli sì) ”

    Ecco, vorrei sapere: i docenti quando entrano in scena? Hanno seguito i violenti nelle loro peripezie nella città, docili agnellini,fino alla fine, aspettando i ” massacri”, che arriveranno, a riportare ordine e giustizia? No, non la giustizia dei tribunali, no, quella molto più giusta (da VERI garantisti) dei manganelli.

    Quindi, poi, fai pace con la logica e CERCA TU di capire cosa vuol dire veramente Cossiga.

  7. @ mariaj: parlavo delle maestrine che hanno mandato i bambini ad applaudire alle finestre, al passaggio dei manifestanti.
    Ripeto, non ho nulla contro chi manifesta, ma i bambini non avrebbero mai applaudito senza che qualcuno li mandasse alle finestre.

    Ecco, anche di questo parlava Cossiga e anche su questo io concordo. Un paio di legnate anche alle maestrine, per Cossiga e (più modestamente) anche per me, non ci stavano male.

    E sui tribunali….quali tribunali? Quelli che tengono dentro Scaglia (che è tornato per consegnarsi) da quasi un anno? È lui il pericolo per l’italia? O quelli che hanno dato 9 anni di galera a Vanna Marchi perchè vendeva sale grosso in tv? A lei 9 anni e a quelli che vendevano l’unica casa che avevano per comprare il sale grosso….nulla? Quelle sarebbero le vittime, e che lavoro fanno? Vanno per caso in giro armati o maneggiano dati sensibili? Sai com’è, io ho più paura di loro che di Vanna Marchi, chi mi tutela dalle vittime?

    Le priorità dei tribunali italiani, come vedi, mi sfuggono e, finchè non riuscirò a capirle continuerò a preferire altri metodi.
    Buon Natale mariaj

  8. mariaj

    John, credo davvero che il commento migliore di risposta per te sia stato quella di Mazzetta: NON è l’età che ti fa apprezzare Cossiga.

    Lì c’è tutto.

    Comunque, io ti ho eccepito che l’invocato ” metodo Cossiga” comporti, tra le altre cose, non solo ” massacrare” chi non ha fatto nulla di violento, ma anzi SOPRATTUTTO chi non ha fatto nulla. Tu invece, hai detto che, quello è un ” metodo” ( e benemerito ) che si applica solo ai violenti, i ” casseurs”. Non è così. Come si possa difendere questo metodo è un mistero, per me. Anzi, non tanto un mistero. Sono abituata a leggere di ” garantisti”, anzi ultra garantisti, garantisti doc, garantisi che più garantisti non si può, e chi non è garantista come me peste lo colga, che scordano il garantismo appena gli conviene.

    P.S. tra le altre cose, Cossiga si ” augurava ” che ci scapppasse non il morto (da buon ipocrita cattolico, Cossiga non ha il coraggio di mostrare di essere carogna fino in fondo), ma ecco, perlomeno un ferito grave. Sempre per poi scatenare al meglio la repressione. Che grande statista.

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