La Cambogia ha arrestato e estradato in Cina Chen Zhi, imprenditore accusato di gestire un gigantesco business di truffe online


La Thailandia ha bombardato dei capannoni dove migliaia di persone sono costrette a compiere inganni online

La società di un ricco imprenditore cambogiano è accusata di aver ingannato i lavoratori per costringerli a fare frodi online




Lo dice un nuovo rapporto delle Nazioni Unite basandosi sulle crescenti segnalazioni da paesi al di fuori del sudest asiatico

Nonostante la grande operazione che a febbraio aveva portato a smantellare decine di "città della truffa" tra Myanmar e Thailandia


Le “scam cities” ospitano decine di enormi capannoni in cui lavoratori in stato di semi-schiavitù compiono frodi online: la Thailandia sta provando a smantellarle

«Mentre prepara un’insalata di foglie di tè, Wei racconta che alla fine è stata fortunata. Ha sfiorato la schiavitù che costringe ogni giorno migliaia di persone – soprattutto birmani e cinesi – a lavorare nelle cosiddette "scam cities", le città della truffa di cui il Myanmar è costellato lungo i confini con Cina e Thailandia e da dove si cercano di contattare giocatori d’azzardo in tutto il mondo, giovani cinesi, anziani europei, donne sole americane, millennial thailandesi. Si comincia con un messaggio WhatsApp, uno è arrivato sul cellulare italiano anche a me»
