Il processo contro i neonazisti tedeschi
Inizia il 6 maggio (forse), è uno dei più importanti della storia recente in Germania: una vicenda piena di polemiche, inefficienze, errori clamorosi e presunti complotti

Inizia il 6 maggio (forse), è uno dei più importanti della storia recente in Germania: una vicenda piena di polemiche, inefficienze, errori clamorosi e presunti complotti


«Molti anni fa mio “zio Michael”, ormai anziano, ospitò me e mio figlio nella sua casa nel Connecticut negli Stati Uniti. Un giorno, aprendo l’armadio a muro della camera per gli ospiti, era saltata fuori la sua uniforme di Buchenwald. Manca ormai da un decennio mio zio Michael, questo mio amatissimo parente, uno dei pochissimi scampati allo sterminio. Se mi immagino in dialogo con lui, vorrei rispondergli che il fascismo di oggi non è quello di allora che ha rialzato la testa, ma mi risuonano nella mente le parole della scrittrice Anne Rabe che tracciano un quadro terrificante di quello che la Germania dell’Est è diventata. La presenza della destra estrema è persino più spaventosa che negli anni in cui il mio amico Johannes era stato preso a calci dai naziskin di Lipsia. La paura è diffusa in chiunque non sia un simpatizzante, il controllo territoriale è esercitato da gente disposta a spaccare le ossa a chi sia inviso, il clima associabile allo spadroneggiare delle SA negli anni Trenta»

Nella campagna elettorale in corso si parla quasi solo del rapporto tra Giorgia Meloni, Ursula von der Leyen e Marine Le Pen, da cui probabilmente dipenderà il prossimo Parlamento Europeo

Il partito di Marine Le Pen e Jordan Bardella ha preso le distanze da Alternative für Deutschland: c'entrano due interviste pubblicate da Repubblica e dal Financial Times, e un'insofferenza che va avanti da tempo

Un paese che arriva da due anni di proteste di piazza, cominciate con l'omicidio di un giornalista, e dove c'è un'estrema destra forte
