Dieci promesse non mantenute dal governo Meloni nel 2025
Una è grossa come un ponte

Una è grossa come un ponte


Ritardi e forzature sono diventate un'abitudine dal 2018, e puntualmente chi criticava dall'opposizione ha fatto lo stesso

Saranno più basse per chi guadagna tra i 28 e i 50mila euro, ma ne trarrà vantaggio anche chi ha un reddito più alto

Ora passerà alla Camera, che avrà pochi giorni per votarla senza poterla modificare

Ora che finalmente non dovrebbe più cambiare: cosa è stato confermato, cosa no, e come dobbiamo interpretarla

Le misure per le imprese sono finanziate con un intervento sulle pensioni diverso da quello che aveva fatto litigare la maggioranza

Il ministro dell'Economia l'ha detto con ironia in riferimento ai ritardi, al caos e ai ripensamenti di questi giorni sulla legge di bilancio

Dopo mesi di discussioni, nel giro di una settimana tra molte liti è stata riscritta due volte dal governo


Dipende: di certo vuol dire scommettere sul fatto che in futuro lo Stato non si rimangerà quanto promesso

Con una mossa molto irrituale ha aggiunto 3,5 miliardi per accontentare le imprese, e ha alzato l'età per la pensione

Nonostante per il terzo anno consecutivo Meloni abbia provato a semplificare i lavori, anche stavolta si finirà intorno a Natale

Esiste nei proclami, ma se si va a guardare la politica fiscale dei governi – anche quello di Meloni – la realtà è un'altra

E cioè che spesso non l’hanno proprio letta

Salvini dice una cosa, Tajani dice il contrario: e un po' tutti sono in imbarazzo per essersi rimangiati una promessa elettorale

Il governo Meloni fin qui è stato attentissimo a spendere il meno possibile, rimangiandosi molte promesse: perché?

Mancano soprattutto riforme per migliorare crescita e produttività, segnalano Banca d'Italia e gli altri enti che la stanno analizzando

Dal prossimo anno alcuni saranno ridotti e altri non esisteranno più, e non sembra possa esserci una proroga dell'ultimo momento

È quella che impedisce a parlamentari e membri del governo di avere lavori retribuiti fuori dall'Unione Europea, e che si applica soprattutto a un senatore toscano di Italia Viva
