Come Alba e Alice Rohrwacher sono arrivate fin qui
E fino a Cannes, dove l'attrice e la regista italiane in questi giorni fanno parte di due diverse giurie

E fino a Cannes, dove l'attrice e la regista italiane in questi giorni fanno parte di due diverse giurie

«Le notti migliori però furono nel sottosuolo saturo di fumo di un locale del Marais. Si partiva senza davvero sapere cosa ci sarebbe capitato, ma la lontananza, la sparizione erano utili a capirci qualcosa. Esiste ancora una parentesi adatta a perdersi?»

«La rivendicazione identitaria non mi piace, non mi ci ritrovo, mi sento orgogliosamente meticcio e una delle poche cose che ho imparato nella vita è che il mito della purezza sarebbe, potendo, da cancellare»

«Evidentemente il mio corpo, in questa stagione più che nelle precedenti, entra più facilmente in risonanza con lo spettro di frequenze e il timbro tipici delle voci femminili»

«La pervasività e l’intrusività delle tecnologie digitali mi fa dubitare, ogni giorno di più, che siano facoltative: e già adesso, vederle comparire sul mio schermo senza che io abbia fatto nulla per convocarle, non mi piace»

C’entrano anche Comacchio, il fiume Po, ma soprattutto un viaggio che attraversa mezzo mondo e ancora un sacco di misteri

«Nella sua capacità di accettazione, nel suo stoicismo, nella sua cognizione che esiste una giusta misura, e il resto è smisuratezza che porta alla rovina e alla guerra, il senso del limite contiene il germe della rassegnazione. Non è entusiasmante, non indica qualcosa di sconosciuto da raggiungere, esclude l’utopia, la straordinarietà, il colpo di vita. Non produce adrenalina, il limite, se non nel desiderio del suo superamento»

«Mi sembra che le parole, perlomeno le mie, non riescano a dare la misura di nulla, è come avere in mano un metro da sarto per misurare una galassia»

Diversi giornalisti che hanno seguito gli eventi di presentazione dell'autobiografia dell'ex cancelliera tedesca dicono di sì, e i motivi sono diversi

«È il 1932. Mussolini sta facendo un giro per l’Italia per celebrare i dieci anni della marcia su Roma. Il “Radiocorriere” racconta che al Palazzo dell’Elettricità di Torino gli fu mostrato un piccolo esperimento di trasmissione a distanza. Il delegato Eiar scrive su una lavagna alcune “parole che vengono graficamente trasmesse nell’attimo stesso che la mano commossa le traccia“. Quali sono queste parole? Be’, ovvio: “Evviva il Duce!". Mussolini ascolta compiaciuto, approvando “l’arditismo della similitudine, insieme scientifica e poetica, dell’Italia raffigurata come una cellula irradiante energia”»

Più di quanto si pensi: un po' perché le fiabe sono piene di vestiti, un po' perché chi li illustra fa anche lo stilista dei suoi personaggi

Si può osservare alle World Series di questi giorni, ma il cosiddetto “eye black” è un rituale diffuso da decenni non solo nel baseball

Una grossa azienda che protegge l'anonimato su internet ha sede a Reykjavik in un palazzo che conserva anche una collezione particolare

La giunta di quartiere ha introdotto oltre trenta regole per limitare l'iniziativa dei residenti, che spesso si sbizzarriscono con le piante





