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I quattro musei della Città Proibita

«Quando sono a Pechino vado sempre a visitare la Città Proibita, l’antica dimora degli imperatori cinesi, e il suo museo. Gli oggetti più preziosi della Città Proibita, però, non sono a Pechino, ma a Taipei, la capitale di Taiwan. Quando sono a Taipei vado sempre al Museo di Palazzo. A complicare ulteriormente le cose, però, negli ultimi anni sono venuti fuori altri due musei della Città Proibita. Uno nel 2016 a Taiwan, nella città centro-meridionale di Chiayi, per creare un “effetto Guggenheim di Bilbao”. Il quarto nel 2022 a Hong Kong»

I quattro musei della Città Proibita

Cosa fare con i dittatori morti

«Nel parco di Cihu, a nord di Taipei, Taiwan, le statue dell'ex dittatore sono state messe come capitava: un Chiang a cavallo, un Chiang che punta il dito verso un altro Chiang seduto tranquillo, un Chiang in piedi quasi in procinto di avanzare gloriosamente ma con un altro Chiang davanti che gli sbarra la strada, e uno che gli dà le spalle. Un Chiang piccoletto, in mezzo alle gambe di uno enorme. Uno con in mano un libro, un altro con un bastone. Tre in fila, con le braccia in posizioni diverse. Alla dissacrante rinfusa»

Cosa fare con i dittatori morti

Insegnare l’opera a Tokyo

«Le battaglie più dure si combattono sulla nasalizzazione esagerata di alcuni suoni e inevitabilmente sul suono della u, che per i giapponesi è molto lontano dal nostro. Nel kabuki, nelle canzoni tradizionali e nella musica pop è tutto un risuonare di suoni nasali simili alla n, e le u sono tutte strette, come ingolate. Una tipica situazione pericolosa è l’aria Tu che le vanità nell’atto finale del “Don Carlo” di Giuseppe Verdi, che quest'anno aprirà la stagione della Scala di Milano, perché dopo tre minuti di preludio orchestrale il soprano deve cantare su quella u così delicata»

Insegnare l’opera a Tokyo
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