Paola Mastrocola: «Togliamo il disturbo»
Esce il 17 febbraio per Guanda «Togliamo il disturbo», il nuovo libro di Paola Mastrocola

Esce il 17 febbraio per Guanda «Togliamo il disturbo», il nuovo libro di Paola Mastrocola

L’Italia è uscita dalla crisi? Certamente no. Qualche segnale incoraggiante di uscita dalla crisi c’è? Sì. [Continua]

All'ultimo festival di Cannes tutti e quattro i film italiani erano “quadrati”: è una scelta che si vede sempre più spesso


I “men’s studies” si occupano da tempo delle influenze culturali esercitate dalla società sugli uomini, ma le riflessioni e il dibattito in Italia sono ancora limitati

«In un articolo pubblicato sull’“Unità” il 29 maggio 1989, Ginzburg cita Wittgenstein e fa una serie di esempi: da una parte ci sono “non vedente”, “non udente”, “anziano”, “colf”, “operatore ecologico”, “persona di colore”; dall’altra: “cieco”, “sordo”, “vecchio”, “donna di servizio”, “spazzino”, “negro”. Le prime sono parole-cadaveri, le seconde parole della realtà. Quell’articolo è stato usato più volte proprio dai critici del politicamente corretto. Ma la citazione è immaginaria»

«Visto che ogni morale è tacciabile di moralismo, forse bisognerebbe agitare, in un mondo così conforme alla stessa regola, il dubbio del conformismo»

«Oggi se ne sta lì come la segnaletica stradale, non ci facciamo caso, ma esiste da pochissimo tempo. Scriviamo da seimila anni (minuto più, minuto meno) e usiamo i “segni paragrafematici”, come dicono i linguisti, solo da duemila e quattrocento. I greci erano svogliati e la adoperavano in modo incerto. I romani non la usavano per nulla. Al tempo di Dante c’erano i glifi che oggi ignoriamo, estinti come dinosauri: il doppio punto, il punto mobile, la virgola alta. Fourier pretendeva quattro tipi di virgole. Questo è un breve prontuario di ciò che ne resta. Prendiamo la virgola per esempio,»

Oggi compie gli anni il portiere che tenne la coppa nell'82, e che seppe come tenerla
