La Corte dei conti non ha approvato un altro decreto legato al ponte sullo Stretto


Salvini dice tra settembre e ottobre, ma è improbabile visto che è un anno che sposta la data in avanti

Lo Stato non era mai arrivato così in là con le procedure, ma prima di aprire i cantieri servirà anche l'autorizzazione della Corte dei Conti

L'ultima promessa di Matteo Salvini è che si farà ad agosto

La commissione per la valutazione di impatto ambientale lo ha approvato, ora manca solo un’ultima autorizzazione prima di iniziare i lavori

Il governo ha deciso di provare a sistemare i problemi segnalati dalla Corte dei conti, e quindi dovrà ricominciare quasi da capo

I tempi si sono allungati, perché la società che gestisce il progetto ha chiesto una proroga di 4 mesi per rispondere alle richieste del ministero dell'Ambiente

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia non è stato incaricato delle rilevazioni, e l’opposizione ha chiesto al governo di fermare il progetto

Ci sono problemi molto concreti: aumenti di costi ingiustificati, deroghe ai vincoli ambientali e documenti incompleti

Con una certa dose di ottimismo nel fatto che il progetto venga approvato, Webuild ha pubblicato diversi annunci di lavoro

Significa che non sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e che non saranno avviati i primi cantieri, per ora

Tre persone sono indagate per un presunto tentativo di condizionare la Corte dei conti in uno dei passaggi più delicati dell'approvazione del progetto

C'entrano le regole ambigue della NATO, e il cosiddetto corridoio Scandinavo-Mediterraneo

Nelle aree coinvolte abitano centinaia di persone che subiranno i primi effetti concreti dell'avvio del progetto

Per la Corte dei conti il progetto non dovrebbe andare avanti, ma il governo può forzarne l'approvazione e ha già detto che lo farà

Ci sono problemi sui rischi sismici, sul vento, sulla tenuta dei cavi, e il progetto dev'essere rivisto dalla Corte dei conti: per il resto tutto ok

Nei tratti che collegano il Lazio e l'Abruzzo ci sono molti cantieri, fermi a causa di una grossa controversia tra lo Stato e il vecchio gestore

A Reggio Calabria e Messina ci sono due sindaci più o meno favorevoli al progetto, che però in campagna elettorale lo hanno citato a malapena

Non sono già operativi e anzi mancano alcuni passaggi, ma le 450 persone che dovranno lasciare case e terreni tra Sicilia e Calabria hanno già detto che si opporranno
